Xylella, primo caso in Toscana ma non su olivi. Coldiretti: “No inutili allarmismi”

Si tratta di una sottospecie del batterio diversa da quello pugliese che ha colpito nell'Argentario ginestre e mandorli

La Xylella fastidiosa è arrivata purtroppo anche in Toscana dove è stata rinvenuta per la prima volta nel comune di Monte Argentario, seppur non su ulivi. Dai primi accertamenti - si legge in una nota della Regione - è emerso che il batterio ritrovato appartiene alla sottospecie Multiplex, differente da quella pugliese, finora mai rinvenuta in Italia ma presente in Francia e in Spagna. Tra le piante trovate infette ci sono ginestre, poligale mirtifolia mandorli e calicotome. "La Regione si è attivata sin dal 2013, a seguito dell'emergenza Xylella in Puglia. Da oltre 4 anni compie controlli preventivi molto scrupolosi su tutto il territorio regionale, circa 10 mila ad oggi", ha detto l'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi.

"Proprio questo sistema di vigilanza continua, da parte del servizio fitosanitario regionale, ci ha consentito di individuare in maniera precoce il minimo segnale di presenza di piante colpite garantendo così interventi tempestivi di controllo ed eradicazione". "Siamo fiduciosi di un esito positivo della vicenda - aggiunge l'assessore - anche in virtù del fatto che le numerose analisi compiute non hanno assolutamente evidenziato infezioni a carico di olivi sul nostro territorio".

"Secondo quanto dichiarato dalla Regione non esistono condizioni per inutili allarmismi anche perché non sono state evidenziate infezioni a carico di olivi. Oltretutto le piante colpite, una quarantina in tutto, sono ginestre e mandorli nei dintorni di Porto Santo Stefano - da dove il batterio potrebbe essere sbarcato - zona particolarmente isolata dal resto del territorio toscano per la presenza della laguna di Orbetello”, ha commentato Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana, secondo cui “le potenziali vie di diffusione sono quindi limitate dalla natura dell'area".

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