Onu, no a stretta su alimenti e bevande: esultano gli agricoltori italiani

Nel documento del Terzo Forum di alto livello delle Nazioni Uniti sulle malattie non trasmissibili non si menzionano strumenti dissuasivi su prodotti agroalimentari. Per Coldiretti e Confragricoltura sarebbe stato un duro colpo all'economia italiana

"E’ stata sventata una pericolosa deriva internazionale per mettere sul banco degli imputati i principali prodotti del Made in Italy a causa del loro contenuto in sale, zucchero e grassi anche con l’apposizione di allarmi, avvertenze o immagini shock sulle confezioni per scoraggiarne i consumi". E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla versione definitiva e corretta del documento del Terzo Forum di alto livello delle Nazioni Uniti sulle malattie non trasmissibili in cui non si menzionano strumenti dissuasivi su prodotti alimentari e bevande.

Una decisione che trova il plauso anche di Confagricoltura: "Abbiamo sempre sostenuto che la salubrità non dipende solo dalla composizione dei prodotti, ma anche dalla qualità e dai valori nutrizionali e dalla sostenibilità degli alimenti, elementi questi in cui la dieta mediterranea eccelle; ed abbiamo più volte espresso la propria contrarietà ed opposizione a strumenti come il ‘semaforo’ britannico e il  ‘nutri-score’ della Francia", dice il presidente Giansanti. 

 “Il bisogno di informazioni del consumatore sui contenuti nutrizionali - aggiunge il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo - deve essere soddisfatto nella maniera più completa e dettagliata, ma anche con chiarezza, a partire dalla necessità di usare segnali univoci e inequivocabili per certificare le informazioni più rilevanti per i cittadini mentre sistemi troppo semplificati cercano di condizionare in modo ingannevole la scelta del consumatore”.

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