Prodotti alimentari di doppia qualità, cosa sono e perché Bruxelles e Strasburgo dicono basta

Venduti con la stessa marca e la stessa confezione, molti prodotti delle multinazionali del settore cambiano ingredienti e qualità a seconda del paese europeo in cui sono venduti. Un fenomeno che colpisce soprattutto l'Est

In Slovacchia hanno scoperto che una nota marca di surgelati vendeva nei loro supermercati bastoncini con meno pesce rispetto a quelli che si trovano sui banconi in Austria. In Repubblica Ceca, invece, si sono accorti che una bibita all'arancia non aveva in realtà alcuna traccia di arancia, mentre in Germania lo stesso prodotto la conteneva. E in Ungheria, su 71 prodotti testati in Italia, ben 46 avevano erano più “buoni” rispetto che da loro. Si chiamano alimenti di doppia qualità ed è una pratica molto in uso da parte delle multinazionali. Una pratica alla quale il Parlamento europeo chiede che si ponga fine. 

Inganni e rischi per i consumatori

“Se un'azienda vende un prodotto in tutta l'Ue, ma con composizioni che differiscono tra paesi, non deve etichettarlo e marchiarlo in un modo apparentemente identico, in quanto ciò potrebbe trarre in inganno i consumatori”, dicono gli eurodeputati della commissione Mercato interno, che oggi hanno approvato una relazione in cui si chiedono norme per contrastare questo fenomeno. 

Le differenze nei prodotti venduti nell'Ue sono state riscontrate non solo nei prodotti alimentari, come i bastoncini di pesce, la zuppa istantanea, il caffè e le bevande analcoliche, ma spesso anche in prodotti non alimentari, compresi detergenti, cosmetici, articoli da toeletta e prodotti destinati ai bambini. Secondo l'eurodeputata Biljana Borzan tale pratica mette a rischio anche la salute dei cittadini: “Gli studi hanno dimostrato che prodotti alimentari apparentemente identici possono essere meno sani in alcuni paesi. Questo è particolarmente preoccupante quando si tratta di consumatori vulnerabili come i bambini e le persone con problemi dietetici o di salute”.

La difesa delle multinazionali

Le multinazionali si sono difese dalle accuse spiegando che le differenze negli alimenti sono determinate dal fatto che ogni popolazione ha i suoi gusti e quindi i vari prodotti vengono adattati a tali gusti. Ma per i paesi dell'Est, che sono i più colpiti da import di prodotti di minore qualità, si tratta di una scusa.  “Se un produttore desidera offrire prodotti personalizzati – dice l'eurodeputata socialista Olga Sehnalová - i consumatori devono essere consapevoli di questo adeguamento per ogni singolo prodotto. La personalizzazione non può essere una scusa per prodotti di qualità inferiore. I consumatori europei hanno il diritto di sapere cosa stanno consumando loro e le loro famiglie”.

Le proposte del Parlamento

Nel testo approvato oggi, i deputati chiedono una maggiore cooperazione e condivisione di dati tra i vari paesi Ue, compreso il coinvolgimento delle associazioni di consumatori, test comparativi per raccogliere prove affidabili e comparabili e aiutare a capire quanto sia serio e diffuso il problema della "doppia qualità". I risultati dovrebbero essere divulgati in una banca dati disponibile al pubblico e analizzati "entro la fine di quest'anno". Inoltre, si chiede di aggiornare la direttiva sulle pratiche commerciali sleali, in modo da inserirvi la doppia qualità dei prodotti. Infine, gli eurodeputati propongono un'etichetta europea che attesti quando un prodotto è realizzato e venduto con gli stessi ingredienti e le stesse quantità e qualità in tutta l'Ue.

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