La peste suina in Cina fa aumentare le importazioni, anche dall'Ue

Il Paese, principale produttore di carne di maiale dal mondo, nei prossimi due anni dovrà acquistarla all'estero per soddisfare la domanda interna in attesa di risolvere i problemi legati allo scoppio dell'epidemia

L'epidemia della peste suina che ha colpito la Cina potrebbe diventare un'opportunità per gli allevatori europei e anche italiani. Nel Paese c'è stato n crollo della produzione che porterà nei prossimi due anni a una impennata delle importazioni che potrebbe avvantaggiare gli allevatori Ue. Il calo è stato previsto dal rapporto China Agriculture Outlook (2019-28) pubblicato dal ministero dell'Agricoltura e degli affari rurali cinese. Il ministero prevede che le importazioni cinesi di carne suina raggiungeranno 1,7 milioni di tonnellate quest'anno, un aumento di oltre il 40 per cento rispetto al 2018.

Inportazioni da Ue, Canada e Brasile

Le importazioni dovrebbero aumentare a 2,1 milioni di tonnellate l'anno prossimo, e solo successivamente potrebbero iniziare a diminuire, per effetto della ripresa delle forniture nazionali, mantenendosi comunque a livelli elevati negli anni successivi. Le principali fonti di importazione di carne di maiale comprendono l'Unione Europea, il Canada e il Brasile e così in questi due anni, sulla nuova Via della Seta, concordata tra Roma e Pechino, si potrebbero quindi inviare maiali italiani per soddisfare questa crescente domanda. Il rapporto spiega che la produzione di carne di maiale in Cina ha iniziato a diminuire dalla seconda metà dello scorso anno, dopo la prima epidemia di peste suina africana nel mese di agosto, e la produzione totale quest'anno dovrebbe diminuire del 6,7 per cento a 50,4 milioni di tonnellate. Si prevede un ulteriore calo a 46 milioni di tonnellate l'anno prossimo. Con un rischio ridotto di malattia per effetto delle misure di controllo e prevenzione, la produzione di carne di maiale dovrebbe recuperare a partire dal 2021.

L'epidemia

Da agosto, in Cina ci sono stati più di 120 focolai di peste suina africana, che hanno interessato allevamenti in quasi tutte le province e costretto all'abbattimento di oltre 1 milione di suini. La Cina, il maggior consumatore mondiale di carne suina, è titolare di circa la metà della sua produzione. Le autorità agricole hanno attuato rigorose misure di quarantena sulla prevenzione e il controllo della peste suina africana, che è mortale per i maiali ma non colpisce gli esseri umani. Tali misure comprendono l'abbattimento di suini sospettati di avere la malattia, l'intensificazione delle ispezioni delle aziende agricole e il divieto di trasporto di suini nelle aree in cui sono stati segnalati focolai. Nonostante i progressi compiuti nel contenimento del morbo, la Cina sta ancora affrontando difficili sfide nell'eliminare la malattia, secondo il ministero.

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