Coronavirus, la Grecia vuole bloccare il Grana: “Bollino virus-free o non entra”

Le Fattorie Cremona: “Richiesta folkloristica ma abbiamo dovuto cedere per non perdere le esportazioni”. La ministra Bellanova: “L'Ue fermi le speculazioni”

L'epidemia di coronavirus rischia di colpire duramente anche il settore agroalimentare, non solo perché ci sono centinaia di fattorie bloccate nella zona rossa, che hanno evidenti difficoltà a lavorare, ma anche perché i cibi italiani rischiano di diventare vittima incolpevole del clima di panico.

No al Grana

Addirittura la Grecia è pronta a bloccare le forniture di Grana Padano se le forme di formaggio prodotte a Cremona non avranno un certificato che attesta che siano libere dal virus. Come racconta il Sole 24 Ore alle Fattorie Cremona, 90 soci conferitori e 220mila forme di Grana prodotte ogni anno, la richiesta formale dagli agenti ellenici è arrivata lunedì. “Queste richieste le abbiamo considerate folkloristiche, ma abbiamo anche deciso subito di firmare i documenti che ci venivano chiesti. Non c’era altro modo, l’alternativa era fermare le spedizioni”, ha dichiarato il direttore generale della cooperativa, Luciano Negri. Le fattorie Cremona esportano il 10% della loro produzione e la Grecia è il loro primo mercato. Negri ha anche raccontato che “domande di rassicurazioni verbali ci sono arrivate anche dalla Germania, dalla Spagna e persino dal Giappone, mentre in Gran Bretagna sono tutti preoccupati per i ritardi nelle spedizioni“.

Il cibo non trasporta il virus

Nella lettera fatta spedire dal consorzio Grana Padano ai rivenditori greci è stata fatta inserire anche una puntualizzazione fondamentale: l’Efsa, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, ha stabilito che la trasmissione del Coronavirus avviene tra uomo e uomo. Dunque non ci sono coinvolgimenti di merci, anche se esse vengono maneggiate dagli uomini.

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Bellanova: "Basta speculazioni"

“Il nostro cibo è di altissima qualità e chi in questi giorni mette in discussione la qualità dei nostri prodotti deve essere messo di fronte a questa evidenza. L'Italia fa bene e i nostri controlli sulla qualità e sulla salubrità dei prodotti sono tra i migliori al mondo", ha assicurato la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, nel rispondere alle paure legate al Coronavirus. "L'Unione europea deve attivarsi subito, senza perdere un minuto e multare le pratiche sleali di chi chiede certificati sulla salubrità dei nostri prodotti. Perché questa è concorrenza sleale e noi non la tollereremo", ha tuonato la ministra.

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