Falso made in Italy, raggiunto accordo internazionale per fermare le truffe

Firmato a Colonia il protocollo contro l'Italian Sounding a sostegno dell’agroalimentare tricolore. Attivati help desk per operatori, supporto legale e campagne di sensibilizzazione con l’aiuto dell’Ice

Contrastare la diffusione di falsi prodotti made in Italy, “una tarocco-mania che vale nel mondo 100 miliardi di euro”. Questo è l’obiettivo dell’intesa firmata a Colonia da Filiera Italia, Coldiretti, Fiera di Colonia e Ice (Istituto nazionale per il commercio estero) che prevede una serie di contromisure per fermare la maxi-truffa del finto agroalimentare tricolore smerciato nei mercati di tutto il mondo. Il documento prevede misure di sensibilizzazione sul tema, assistenza e supporto legale agli operatori e collaborazione tra le organizzazioni firmatarie per mettere in campo strategie che aiutino a distinguere i prodotti della filiera italiana dai falsi.

"Informare e educare i consumatori"

“La pirateria nei confronti dei nostri prodotti agroalimentari è il segno più evidente del fatto che tutti aspirano a mangiare e a bere italiano”, ha detto il sottosegretario agli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Ivan Scalfarotto, sottolineando la necessità di “lavorare come sistema Paese per informare e educare i consumatori di tutto il mondo a garanzia dell'accessibilità e della reperibilità dei nostri prodotti nel modo più capillare possibile”.

Cosa prevede l'accordo

Tra le contromisure messe in atto per contrastare la diffusione del “fake italian” c’è anche l’attivazione di un help desk dedicato agli operatori internazionali che vogliono approfondire i valori del vero Made in Italy, supporto legale in caso di rilevazione di concorrenza sleale, attività di sensibilizzazione e supporto per i partner che vogliono partecipare a fiere all’estero. Ma anche messa in atto di attività in collaborazione con Ice per aumentare i visitatori internazionali e professionali alle fiere e renderli consapevoli dei valori di autenticità del cibo italiano grazie all'apporto di tutta la filiera, a cominciare dal campo.

Il business del falso made in Italy

‘"Oggi portiamo all'estero 41 miliardi di euro di prodotti agroalimentari made in Italy”, ricorda Carlo Ferro, presidente dell'Agenzia Ice. “Ma il cosiddetto 'Italian sounding' in giro per il mondo è stimato nell'ordine di 100 miliardi di euro”, spiega Ferro. Ciò significa che “abbiamo di fronte un mercato che vale, per i nostri prodotti, più di tre volte quello attuale”. “Questo accordo sarà utile anche in relazione alla recente introduzione dei dazi Usa verso i prodotti del made in Italy, perché proprio la filiera agroalimentare è quella che rischia di essere colpita da nuovi dazi”, conclude il presidente dell’Ice.

Italian sounding e dazi Usa

“È chiaro che nella battaglia contro l'Italian Sounding in difesa del nostro agro-alimentare il rischio di nuovi dazi applicati dagli Stati Uniti non aiuta”, sottolinea Paolo De Castro, coordinatore S&D della commissione Agricoltura al Parlamento europeo, che poi assicura “particolare attenzione per scongiurare misure protezionistiche che danneggerebbero ulteriormente alcuni nostri prodotti di eccellenza”. “Le misure d'urgenza che chiederemo lunedì a Bruxelles in un’audizione con la commissaria Ue al Commercio vanno in questa direzione” annuncia De Castro. 

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