L'ultima crociata di Trump: dazi sui vini europei

Negli Usa arriva il 32% delle bottiglie esportate dall'Ue. Confagri: "A rischio un business per l'Italia pari a 1,5 miliardi"

L'ultima crociata protezionistica di Donald Trump potrebbe colpire i vini europei. Un business che solo per l'Italia vale 1,5 miliardi all'anno. E' l'allarme lanciato da Confagricoltura dopo una recente intervista del presidente Usa. 

“Gli Stati Uniti stanno valutando l’ipotesi di aumentare i dazi doganali sulle importazioni di vini dall’Unione europea”, dice il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti. Facendo riferimento alla Francia, Trump ha infatti contestato il livello dei dazi sull’export di vini americani, che è più elevato di quello applicato sui prodotti francesi destinati ai consumatori americani. Secondo il capo della Casa Bianca, “la situazione non è equa, e dovremo fare qualcosa al riguardo”.

Sebbene la contestazione di Trump sia rivolta alla Francia, gli eventuali dazi non possono colpire solo un Paese dell'Ue, ma tutti i vini importati dall'Unione. Per capire l'impatto di una tale misura, stando ai dati Eurostat del 2017, il 32% dei vini esportati fuori dalla Ue dagli Stati membri (11,3 miliardi di euro in tutto) è stato destinato ai consumatori americani. Di questo ammontare, 1,5 miliardi sono riconducibili a vini italiani. 

“Non possiamo che essere preoccupati - sottolinea Giansanti - considerato che i vini sono la prima voce del nostro export agroalimentare sul mercato americano. Occorre evitare che le tensioni commerciali tra Usa e Cina si estendano all’Unione europea. E’ perciò necessario far partire, senza ulteriori ritardi, il negoziato bilaterale previsto nell’intesa raggiunta nel luglio 2018 dai presidenti Trump e Juncker”.

Confagricoltura ricorda inoltre che nelle scorse settimane, a seguito di una pronuncia dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) sugli aiuti pubblici accordati a Airbus, gli Stati Uniti hanno stilato una lista di prodotti per un controvalore di 11 miliardi di dollari, sui quali applicare dazi aggiuntivi. La lista comprende i principali prodotti del “Made in Italy” agroalimentare. Dal canto suo, come eventuale misura di ritorsione, la Commissione Ue ha stilato una lista di prodotti importati dagli Usa da sottoporre a tariffe aggiuntive per un controvalore di 20 miliardi di euro.

Per far scattare i dazi americani e la scontata reazione europea manca solo la valutazione della Wto, attesa entro luglio, sull’ammontare della manovra messa a punto a Washington. “Non resta molto tempo a disposizione – conclude Giansanti – per evitare l’avvio di una guerra commerciale tra Unione europea e Stati Uniti”.

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