Xylella, la peste degli ulivi raggiunge la Francia meridionale

Due alberi infettati dal batterio che, secondo alcune stime, avrebbe ucciso un milione di alberi in Italia

Il ministero dell'Agricoltura francese ha rivelato la presenza del batterio Xylella fastidiosa su due alberi di ulivo nel sud del Paese e ha annunciato l’immediato abbattimento delle piante infette per evitare la diffusione della malattia che affligge da tempo il comparto olivicolo italiano. Tutti gli alberi e le piante vulnerabili al batterio entro un raggio di oltre cinque chilometri dovranno ora essere abbattuti e bruciati. Al momento, ricordano le autorità francesi, non esiste una cura per la malattia, che è capace di bloccare ogni possibilità per la pianta infetta di assorbire acqua, portandola alla morte per disseccamento.

Diffusione della Xylella

La malattia, chiamata anche complesso del disseccamento rapido dell'olivo, secondo gli scienziati può colpire oltre 350 specie vegetali. È stato rilevata per la prima volta in Europa nell'ottobre 2013 quando gli ulivi secolari pugliesi hanno iniziato a morire. Al fine di arginarne la diffusione, sono stati abbattuti interi uliveti per oltre 230mila ettari.

Il batterio si era già diffuso in Corsica, ma l’accertata presenza nel sud della Francia continentale mette ancora più pressione sulle autorità transalpine, che si troveranno ora a fare i conti con le stesse difficoltà affrontate da Governo e enti locali in Italia.

La malattia si diffonde tramite gli insetti che si nutrono della linfa delle piante. Può anche colpire alberi da frutto tra cui pesche, pere, prugne e noci. L'Organizzazione europea per la protezione delle piante ha dichiarato la Xylella fastidiosa “una minaccia molto grave per la regione europea”. I suoi sintomi si fanno più aggressivi durante i periodi estivi caldi e asciutti quando a minacciare le piante c'è anche la siccità. Gli scienziati ritengono che il clima più freddo nel nord Europa scoraggi la diffusione della malattia.

La ricerca

L'Ue ha finanziato due progetti di ricerca sui metodi di contrasto alla Xylella, che la Commissione europea definisce come "uno dei batteri vegetali più pericolosi al mondo”, responsabile di “un enorme impatto economico per l'agricoltura, giardini pubblici e ambiente”.

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