Dalla mozzarella Tokyo all’Asiago Usa: quando l’Ue salva il made in Italy

Le autorità giapponesi stanno mettendo fuori mercato due palesi fake di prodotti del Belpaese. Si tratta dei primi risultati del Jefta, l'accordo commerciale sottoscritto da Bruxelles con il governo nipponico. Ecco cosa prevede

Il Parmigiano reggiano esposto al Foodex, la principale fiera agroalimentare del Giappone

E’ passato poco più di un mese dall’entrata in vigore del Jefta, l’accordo di libero scambio tra l’Unione europea e il Giappone. E i primi risultati benefici per l’agroalimentare italiano cominciano a venire a galla: due pezzi importanti dell’export made in Italy, la mozzarella di bufala e l’Asiago, sono riusciti a sventare la concorrenza sleale di fake stranieri in terra nipponica.

L’ultimo caso riguarda la mozzarella di bufala: durante la fiera Foodex, la principale esposizione agroalimentare in Giappone, il consorzio che tutela la Dop campana ha scoperto e segnalato una mozzarella di latte vaccino venduta con l'improbabile marchio “Mozzarella Tokyo Dop”. Un chiaro e palese falso che il ministero delle Politiche agricole giapponese sta provvedendo a togliere dal suo mercato. La stessa sorte che toccherà all’Asiago made in Usa esposto sempre al Foodex e che il relativo consorzio italiano ha provveduto immediatamente a far ritirare proprio in virtù del Jefta.

Il caso dell'Asiago americano (in Giappone)

L’accordo tra Ue e Giappone, infatti, prevede, tra le altre cose, la reciproca tutela dei prodotti agroalimentari tipici. In particolare, il governo di Tokyo si è impegnato a salvaguardare oltre 200 indicazioni geografiche tipiche europee, tra cui ben 44 italiane. Tra i prodotti del made in Italy sotto tutela speciale ci sono 25 vini (dall’Asti al Vino dolce di Montepulciano, passando per Marsala, Prosecco e Lambrusco), 10 formaggi (oltre ai già citati, ci sono anche Grana Padano, Parmigiano, Pecorino romano, Pecorino toscano, Fontina, Gorgonzola, Taleggio e Provolone Valpadana), salumi come la mortadella e il Prosciutto di Parma, le mele del Trentino e l’aceto di Modena. 

Accordo Ue-Giappone: cosa prevede

Quello dell’Asiago e della mozzarella di bufala, dice Luigi Polizzi del ministero delle Politiche agricole, “è un primo effetto positivo dell'intesa tra Europa e Giappone, ne conferma il valore e testimonia ancora una volta che il nostro sistema di controlli è all'avanguardia in campo internazionale, grazie anche all'azione di vigilanza degli stessi consorzi”.

Oltre all’opera di tutela del made in, l’accordo Jefta introduce soprattutto la progressiva eliminazione dei dazi giapponesi su formaggi e vini, attualmente al 29,8% e al 15% rispettivamente.  E lo stesso accadrà per i salumi.  Per l’Italia, si tratta di incrementare un giro d’affari che già oggi vale 6,6 miliardi di euro in beni e servizi esportati verso il Giappone. Un business che interessa da vicino quasi 15mila aziende del Belpaese e circa 90mila lavoratori. 

ACCORDO UE GIAPPONE-2

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