Batteria contro semaforo, la controffensiva italiana al bollino rosso su Grana e crudi

In dirittura d'arrivo la nuova etichetta (per ora facoltativa) con il nostro Paese risponde al Nutriscore che francesi e altri vorrebbero attuare su scala Ue. E che danneggerebbe un pezzo importante del nostro made in

L'etichetta Nutriscore

La differenza sta nelle quantità. E per quanto piccola possa sembrare, per un pezzo importante dell'agroalimentare italiano significherebbe non venire tagliati fuori dalle scelte salutiste dei consumatori europei. Parliameno di etichette nutrizionali e della battaglia che vede opposta l'Italia a una serie di Paesi Ue, tra cui la Francia, che vorrebbero adottare a livello europeo un'etichetta a semaforo, chiamata Nutriscore, da apporre obbligatoriamente sugli alimenti venduti sugli scaffali dei negozi e che, secondo i nostri produttori, danneggerebbe prodotti come il Grana Padano o i prosciutti crudi. La risposta italica è affidata a una etichetta "a batteria". Che presto dovrebbe entrare in vigore nel Belpaese per poi essere proposta a livello Ue. Qual è la differenza?

Come dicevamo, si tratta di quantità. Il Nutriscore à la francese assegna a ogni prodotto un bollino verde, giallo o rosso a seconda se faccia più o meno male alla salute (chiaramente, rosso è il colore di quelli meno salutari). Per assegnare questa sorta di 'pagelle' il sistema si basa sui valori nutrizionali per 100 grammi di prodotto (grassi, zuccheri, etc). E qui nasce la diatriba con l'Italia: ingerire 100 grammi di olio è meno salutare che ingerire 100 grammi di una Coca cola, per esempio. Ma questo non vuol dire che l'olio faccia più male della cola, dipende, per l'appunto, dalle quantità. Se una lattina di Coca cola equivale a 300 grammi, è difficile immaginare che una persona sola in un pasto consumi 300 ml di olio.

Ecco dunque perché il governo italiano, dopo un periodo di sperimentazione, ha messo a punto una etichetta a batteria, dove il confronto tra alimenti non viene fatto sui valori nutrizionali per 100 grammi, ma su quelli per porzione media consumata. Se il Nutriscore francese dà un giudizio categorico colorimetrico che prescinde dall'educazione alimentare del consumatore, la proposta italiana mira a essere una guida di lettura nutrizionale dei singoli alimenti rispetto all'esigenza nutrizionale consigliata dalle linee guida internazionali (ed europee): in modo da informare il consumatore, in maniera chiara, rispetto a ciascuna porzione di alimento quanto va a coprire delle sue esigenze nutrizionali giornaliere.

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Il decreto che introdurrà questa etichetta è in dirittura d'arrivo. Per ora, l'etichetta a batteria sarà facoltativa. Ma è chiaro che la misura servirà per avere un'arma di battaglia in sede Ue contro i tentativi di imporre l'obbligo del Nutriscore nel mercato europeo. 

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