Gli Usa avvertono l'Ue: “Senza agricoltura nessun accordo commerciale”

L’ambasciatore americano gela Bruxelles, che sperava di poter negoziare un trattato di libero scambio sui soli prodotti industriali. Il diplomatico accusa l’Europa di temporeggiare a vantaggio delle imprese del Vecchio Continente

La clausola “salva-campagne” non c’è più. Con una dichiarazione che lascia poco spazio alle interpretazioni, l’ambasciatore americano all'Ue, Gordon Sondland, ha spento le speranze europee di negoziare un trattato commerciale con gli Usa che mettesse al riparo l’industria del Vecchio Continente dai dazi minacciati da Donald Trump, senza però toccare il prezioso quanto fragile settore agricolo. 

“Prima che l’accordo finale venga ratificato dal Congresso - ha detto Sondland - ci deve essere qualcosa sull’agricoltura”. Il diplomatico ha poi specificato: “Non so quanto debba essere ampio questo accordo; forse simbolico, forse sostanziale, forse una via di mezzo, ma l’agricoltura deve essere assolutamente nell’accordo”. Le parole del rappresentate del Governo americano pesano come un macigno sulle promesse e gli impegni presi da istituzioni Ue e Governi di fronte agli agricoltori. Dalla commissaria per il Commercio Cecilia Malmstroom, alla presidenza rumena del Consiglio Ue, arrivando fino ai politici nazionali, tutte le parti chiamate in causa avevano garantito che l’agricoltura sarebbe rimasta fuori dall’accordo

L’ok dei ministri Ue a negoziare un nuovo trattato commerciale con gli Usa, dopo il naufragio del Ttip, era arrivato con l’esplicito impegno a non toccare le regole sulla filiera agroalimentare. Con la sola contrarietà della Francia di Macron e l’astensione del Belgio, tutti gli altri Paesi avevano dato il via libera a Bruxelles. Il semaforo verde non era passato senza polemiche in Italia. Gli attivisti anti-Ttip hanno accusato il Governo gialloverde di aver “tradito” le promesse della campagna elettorale. “Per quanto consideriate romantico il piccolo contadino francese, noi abbiamo un sacco di piccoli contadini romantici in Iowa”, ha detto l'ambasciatore degli Stati Uniti all’Ue, rimarcando, a modo suo, lo slogan “America first” che ha catapultato Trump alla Casa Bianca.

La tensione commerciale tra Bruxelles e Washington è sempre alta da quando il presidente americano ha iniziato a minacciare e applicare dazi ai danni delle imprese europee. Gli Usa lamentano uno squilibrio commerciale a vantaggio dell’Ue, risolvibile con un nuovo trattato di libero scambio. La disponibilità di Bruxelles a negoziare viene però vista con sospetto dall’altra sponda dell’Atlantico. Gli americani accusano gli europei di temporeggiare a vantaggio delle imprese del Vecchio Continente. Secondo l’ambasciatore Sondland, ogni giorno che passa senza che l’Ue si sieda al tavolo degli accordi commerciali con gli Usa, “è un bel giorno per l’Europa”. D'altro canto, sarebbe un brutto giorno per gli Stati Uniti, “perché questo tipo di squilibri non possono essere sostenibili nel lungo periodo”, sottolinea il diplomatico.

“Non credo che l'agricoltura sia necessariamente sufficiente a risolvere l'intero deficit commerciale - ha aggiunto - ma deve essere inclusa”.  “Il presidente non ha altra scelta”, ha concluso Sondland riferendosi a Trump, “deve risolvere questo problema”. Il timore che circola a Washington è che, senza un risultato tangibile a favore dell’America rurale, l’attuale inquilino della Casa Bianca non riesca a replicare il plebiscito negli Stati minori che gli consentì, nel 2016, di vincere le elezioni presidenziali, nonostante l’affermazione dei democratici in tutte le maggiori città americane. 

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