Ceta, agricoltori italiani divisi: "Fallimento per export alimenti", "Un successo"

Coldiretti attacca l'accordo di libero scambio con il Canada: "Crollo nelle esportazioni di parmigiano e grana". Di tutt'altro avviso la Cia: "Prodotti made in Italy oltre Oceano cresciuti del 16%"

Il premier canadese Justin Trudeau a Bruxelles per la ratifica del Ceta

Successo o fallimento per il made in Italy? Il Ceta, l'accordo di libero scambio tra Unione europea e Canada entrato in vigore in via provvisoria in attesa della ratifica dei 27 Stati membri, divide da tempo il mondo politico (non solo italiano) e il neo governo giallorosso ha già mostrato due sensibilità diverse rispetto al tema: il Pd favorevole, il M5s contrario. Ma è anche il comparto dell'agroalimentare a guardare in modo differente all'accordo. Perché se Coldiretti è da sempre critica sul Ceta, la Cia ne esalta il successo. E cosi' succede che anche i freddi numeri sull'export possano diventare elemento di scontro. Anche perché ognuno li interpreta a modo suo.

Le statistiche riguardano le esportazioni dei prodotti agroalimentari italiani nel Canada relative al primo semestre del 2019. In questo arco di tempo, "la crescita dell’export agroalimentare nazionale sul mercato canadese è stata del 16%, quando a livello mondiale l’incremento per lo stesso periodo, è stato molto più contenuto e non oltre il 5%", segnala la Cia.

La Coldiretti spulcia gli stessi dati, ma decide di concentrarsi su un pezzo del comparto del made in Italy, quello dei formaggi. Ed ecco che le statistiche in merito disegnano un altro scenario, non certo di successo: nel primo semestre dell'anno, c'è stato "un crollo devastante delle esportazioni di grana padano e parmigiano reggiano in Canada che si sono ridotte praticamente di 1/3 (-32%) scendendo a soli 1,4 milioni di chili" rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. "Come prospettato - prosegue l'organizzazione - la diffusione del falso made in Italy ha ridotto lo spazio ai prodotti originali dall’Italia". 

Secondo Coldiretti, in Canada "oggi sono falsi otto pezzi di parmigiano su dieci senza, considerare peraltro i tarocchi che arrivano da altri Paesi" a causa dell’accordo Ceta "che ha legittimato per la prima volta nella storia dell’Unione europea le imitazioni del made in Italy a partire dal parmigiano reggiano, che può essere liberamente prodotto e commercializzato dal Canada con la traduzione di Parmesan. Ma è anche possibile produrre e vendere gorgonzola, asiago e fontina, mantenendo una situazione di ambiguità che rende difficile ai consumatori distinguere il prodotto originale ottenuto nel rispetto di un preciso disciplinare di produzione dall’imitazione di bassa qualità".

Tra i prodotti che, sempre secondo l'analisi di Coldiretti, "subiscono un vero e proprio crollo c’è anche un altro campione del made in Italy come l’olio di oliva che nel primo semestre del 2019 fa registrare un brusco calo delle esportazioni in Canada pari al 20% nelle quantità e al 27% in valore, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente".

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