Glifosato vietato in Austria. È il primo Paese europeo a dire addio all’erbicida 

Il parlamento di Vienna mette al bando il controverso composto chimico a partire da gennaio 2020. Bayer-Monsanto nell’occhio del ciclone per i risarcimenti dei malati di cancro negli Stati Uniti

Dopo l’ok del parlamento di Vienna, l’Austria diventerà il primo Paese Ue senza glifosato. La decisione di andare in controtendenza rispetto all’Unione europea, che ha esteso l’autorizzazione all’uso dell’erbicida fino al 2022, arriva in seguito alle polemiche sul presunto contenuto nocivo del controverso composto chimico. Come confermato dall’Organizzazione mondiale della sanità, il glifosato è infatti considerato “potenzialmente” cancerogeno.

“L’Austria non ha voluto aspettare - commenta Greenpeace - forse anche sull’onda delle notizie da oltreoceano che vedono la Bayer in difficoltà nei processi, che sempre più spesso la condannano a risarcire persone che soffrono di gravi malattie dopo la prolungata e intensa esposizione al glifosato”.

La Bayer-Monsanto, principale produttrice dell’erbicida, è infatti stata condannata a pagare risarcimenti milionari per i danni alla salute provati di fronte a giudici statunitensi. Questi ultimi, dopo aver vagliato il nesso di causalità tra le patologie sviluppate e l’utilizzo dell’erbicida, hanno condannato più volte il gigante dell’agrochimica, che promette battaglia nei processi di secondo grado.

Il divieto di utilizzo del glifosato in Austria entrerà in vigore da gennaio 2020.

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