“Ammoniaca e inquinamento uccidono 400mila europei l’anno”, allarme sull’uso agricolo

Un rapporto di Ipes-Food punta il dito contro l’utilizzo di fertilizzanti, responsabili per il 90% delle emissioni di ammoniaca nell’Ue

Foto Ansa EPA/JULIAN STRATENSCHULTE

Un impatto insostenibile per l’ambiente quanto per la salute umana. L’uso di ammoniaca in agricoltura, utilizzata come componente dei fertilizzanti più gettonati nella filiera agroalimentare, finisce sotto la lente d’ingrandimento dell’Ipes-Food (Gruppo internazionale di esperti per i sistemi alimentari sostenibili). Il team, composto da scienziati ambientali, economisti, nutrizionisti, agronomi, sociologi, nonché esponenti di primo piano della società civile e dei movimenti sociali, prendono di mira, nel suo ultimo rapporto, il sistema agricolo europeo, giudicato insostenibile.  “L’impatto ambientale dei sistemi agricoli e alimentari rappresenta una minaccia anche per la salute umana”, spiegano gli esperti. La preoccupazione maggiore è rappresentata dall’ammoniaca, il cui 90% delle emissioni proviene dall’agricoltura. “Queste emissioni - si legge - sono uno dei principali fattori dell’inquinamento atmosferico che uccide 400.000 Europei ogni anno”.  Ma le minacce per l’uomo da imputare al sistema produttivo non sarebbero finite qui.

“La resistenza agli antibiotici, l’esposizione agli interferenti endocrini attraverso gli alimenti, gli imballaggi alimentari e la contaminazione agricola delle fonti idriche”, costituiscono infatti altre cause di malattie.  Preoccupa soprattutto “la concentrazione di pesticidi nelle acque sotterranee”, registrata “al di sopra dei livelli raccomandati in più Stati membri”. Un tema, quello delle falde acquifere, ripreso molte volte negli ultimi mesi a causa delle analisi allarmanti che riguardano il nostro Paese.  Il rapporto dell’Ipes chiede la nascita di una Politica comune alimentare per l’Ue, finalizzata alla transizione sostenibile del nostro modo di produrre e consumare cibo. Quest’ultimo è al centro di tante contraddizioni che aprono problematiche su più fronti. A partire, ancora una volta, dagli effetti sul benessere dei consumatori.  “I sistemi alimentari impattano negativamente sulla salute attraverso l’evoluzione delle nostre diete”, sostengono gli esperti dell’Ipes.

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Il rapporto snocciola dati preoccupanti sulla malnutrizione degli abitanti del Vecchio Continente: “Più del 50% della popolazione europea è in sovrappeso, mentre più del 20% è obesa”, si legge nel rapporto, che precisa come i regimi alimentari poco salutari siano tra i maggiori fattori di rischio di malattie e mortalità in Europa. Problemi che “colpiscono in particolar modo le fasce meno abbienti della popolazione” e “sono responsabili del 49% dei casi di malattie cardiovascolari, prima causa di mortalità nell’Ue”.  L’altra faccia della stessa medaglia sono quei 43 milioni cittadini, circa il  9% della popolazione europea, che nel 2016 “non potevano permettersi un pasto sano ogni due giorni”, si legge nel rapporto. 

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