In 10 anni a causa del Maltempo danni per 14 miliardi nelle campagne

La stima della Coldiretti che ha presentato a Roma il suo piano contro il dissesto idrogeologico

Nel giro di un decennio il rincorrersi di eventi estremi causati dai cambiamenti climatici è costato all'agricoltura oltre 14 miliardi di euro tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne, anche a causa dell'incuria e dell'abbandono del territorio determinati da politiche carenti o sbagliate. È quanto emerge dall'analisi sulle conseguenze dell'ultima ondata di Maltempo stilata dalla Coldiretti che ha convocato la task force sull'emergenza in occasione dell'Assemblea elettiva della maggiore organizzazione degli agricoltori in Europa.

L'eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai diventata la norma tanto che siamo di fronte ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione che, sottolinea l'associazione, si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al Maltempo, con sbalzi termici significativi. Il 2018 ad esempio si è classificato fino ad ora come l'anno più bollente dal 1800, anno in cui sono iniziate le rilevazioni, con una temperatura superiore di 1,53 gradi rispetto alla media storica nei primi nove mesi dell'anno durante i quali però si sono alternati periodi di intense precipitazioni e momenti di siccità come a settembre in cui è caduta addirittura il 61% di pioggia in meno.

Su un territorio meno ricco e più fragile per l'abbandono forzato dell'attività agricola in molte aree interne si abbattono così, continua la Coldiretti, gli effetti dei cambiamenti climatici, favoriti anche dal fatto che negli ultimi 25 anni è scomparso in Italia oltre un quarto della terra coltivata (-28%) per colpa della cementificazione e dell'abbandono provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto la superficie agricola utilizzabile in Italia ad appena 12,8 milioni di ettari. Per far fronte all'emergenza occorre, sostiene la Coldiretti, bisogna avviare subito le procedure necessarie per la dichiarazione dello stato di calamità nelle zone più colpite e procedere per attivare una serie di misure come la sospensione del pagamento delle imposte e dei contributi, il ripristino della dotazione del Fondo di solidarietà nazionale e una moratoria sui mutui da definire con il sistema bancario.

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Ma per ridurre in maniera strutturale gli effetti del Maltempo e dei cambiamenti climatici la Coldiretti ha presentato in occasione dell'Assemblea elettiva il decalogo #risanaItalia. Si tratta di una serie di proposte che prevedono, innanzitutto, un cambio di passo nell'attività di prevenzione, così da evitare di dover costantemente rincorrere l'emergenza. Si pensa, in particolare alla realizzazione di piccole opere di contrasto al rischio idrogeologico, dalla sistemazione e pulizia straordinaria degli argini dei fiumi ai progetti di ingegneria naturalistica. Occorre poi ridurre il consumo di terreno fertile con la immediata approvazione della legge sulla salvaguardia della destinazione agricola dei suoli, sostenuta dalla Coldiretti, con l'obiettivo del "saldo zero" di consumo del suolo naturale entro il 2050.

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