Lunedì, 20 Settembre 2021
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Emergenza nel Mediterraneo: nei fondali più profondi presto ci saranno più rifiuti che pesci

L'allarme lanciato da uno studio sui mari del mondo. Plastiche, metalli, vetro, ceramica, attrezzature da pesca, tessuti e carta sono tra i materiali più abbondanti, ma si trovano anche pneumatici e altri detriti

Rifiuti portati sulla costa a Napoli dalle forti mareggiate dello scorso novembre - foto Ansa Ciro Fusco

Il Mediterraneo rischia di diventare uno dei mari più inquinati al mondo. Lo afferma uno studio sui rifiuti depositati sul fondo dei mari del mondo che è stato pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Research Letters, che ha scoperto che ad elevate profondità, oltre i mille metri, spesso la biomassa pescata con lo strascico (pesci, crostacei, molluschi) è uguale o inferiore a quella dei rifiuti. Come dire che a certe profondità ci sono più rifiuti che pesci.

Lo studio segue a distanza di due anni - e dopo ricerche specifiche approfondite – un workshop sul tema organizzato a Bremerhaven, in Germania, dal Joint Research Center della Commissione europea e l'Alfred Wegener-Institut. L'obiettivo era di giungere alla stesura di un documento che fornisse la sintesi delle attuali conoscenze sui materiali di origine umana depositati sul fondo e sulle metodologie per migliorare il lavoro futuro, in modo da fornire informazioni dettagliate per le future misure di gestione della problematica. Numerosi siti dei nostri mari hanno suscitato l'interesse della comunità scientifica per la loro posizione in prossimità di alcune tra le rotte navali più trafficate del Mediterraneo e del mondo: ne sono un esempio il canyon di Nora (Pula) e le bocche di Bonifacio (tra Sardegna e Corsica), siti che ospitano una ricchissima biodiversità che purtroppo è minacciata dalle attività umane e dalla pesca. Sul fondo di entrambi i siti - anche a 450 metri di profondità - sono stati ritrovati diversi oggetti, come pneumatici e altri detriti. Plastiche, metalli, vetro, ceramica, attrezzature da pesca, tessuti e carta sono tra i materiali più abbondanti.

Lo studio indica come i rifiuti stiano aumentando nei fondali marini di tutto il mondo: in alcuni casi la loro densità sarebbe addirittura paragonabile a quella delle grandi discariche presenti sulla terraferma. Secondo gli esperti questo trend è destinato a continuare, tanto che entro i prossimi 30 anni il volume dei rifiuti marini potrà superare i tre miliardi di tonnellate. Delle milioni di tonnellate di rifiuti che entrano in mare ogni anno, meno dell'1% è visibile, perché viene spiaggiato o galleggia sulla superficie, mentre il restante 99% finisce sul fondo.

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