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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Ambiente&Clima

Procedura d'infrazione Ue contro l'Italia: "Non protegge foche, tartarughe e berte"

Bruxelles chiede di fermare la perdita di biodiversità, preservando in alcune zone l'ambiente naturale e ripristinando gli ecosistemi danneggiati

L'Italia deve proteggere "adeguatamente" gli habitat naturali e le specie minacciate, come foche monache e tartarughe caretta caretta, come previsto dalle direttive Ue sull'habitat e da quella sugli uccelli, cosa che oggi non fa. Per questo la Commissione Europea ha deciso di avviare una procedura d'infrazione nei confronti del nostro Paese, che ora ha due mesi di tempo per rimediare e rispondere, dopodiché potrebbe arrivare un parere motivato, il secondo stadio della procedura.

Le direttive prevedono che gli Stati membri sviluppino una rete di aree protette, proponendo adeguati siti di rilevanza comunitaria e classificando aree di tutela speciale, misure necessarie per proteggere la biodiversità nell'Ue. Sia il Green Deal che la strategia per la biodiversità 2030 chiedono ai Paesi di fermare la perdita di biodiversità, preservando in alcune zone l'ambiente naturale e ripristinando gli ecosistemi danneggiati. L'attuale rete italiana Natura 2020, accusa la Commissione, "non copre in maniera adeguata i vari tipi di habitat e di specie che hanno bisogno di tutela".

Le carenze più gravi riguardano le specie marine, come la foca monaca, la tartaruga marina comune (Caretta caretta) e il tursiope, e gli habitat marini, in particolare le barriere coralline. Mancano anche siti protetti per specie come la berta maggiore (calonectris diomedea), un uccello marino che ricorda un piccolo albatross, e la berta minore mediterranea.

Fonte: AdnKronos

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