Domenica, 20 Giugno 2021
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Hacker mandano in tilt il gigante mondiale della carne. Usa: "Attacco dalla Russia"

Un gruppi criminali infomratici ha bloccato il funzionamento degli stabilimenti della multinazionale statunitense Jbs e ha chiesto un riscatto per farli ripartire

Un attacco hacker ha mandato in tilt le operazioni della Jbs, una delle più grandi aziende di lavorazione di carne al mondo, bloccando i lavori degli stabilimenti della multinazionale negli Stati Uniti, in Canada e in Australia. L'Fbi ha puntato il dito contro REvil, nota anche come Sodinokibi, una rete criminale di hacker tra le più redditizie al mondo, diventata famosa per la prima volta nel 2019. Sembra che la maggior parte dei suoi membri abbia sede in Russia o in Paesi che prima facevano parte dell'Unione Sovietica. "Abbiamo attribuito l'attacco a REvil e stiamo lavorando diligentemente per portare davanti alla giustizia gli autori" ha affermato l'Fbi in una dichiarazioneLa Casa Bianca ha inoltre dichiarato che il presidente statunitense Joe Biden solleverà la questione degli attacchi informatici quando incontrerà il presidente russo Vladimir Putin tra due settimane. "Uno Stato non può essere la dimora di gruppi hacker criminali", ha affermato l'addetto stampa del presidente Jen Psaki

Il tipo di attacco subito da Jbs, che tra gli altri ha come clienti McDonald's, si chiama ransomware, che consiste nell'entrare in una rete di computer e crittografarne i file o bloccarne gli utenti dai loro sistemi fino a quando non viene pagato un riscatto. Come riporta Bbc, al momento Jbs non ha ancora fatto sapere se ha pagato o meno il gruppo. Proprio per la diffusione di questo tipo di attacco, negli ultimi anni, l'uso del ransomware a fini di estorsione è diventato un problema di sicurezza molto preoccupante in diversi Paesi. Per esempio, il mese scorso, la fornitura di carburante nel sud-est degli Stati Uniti è stata paralizzata per diversi giorni dopo che un attacco ransomware ha preso di mira la Colonial Pipeline. Gli investigatori affermano che l'attacco era collegato a un altro gruppo, DarkSide, anche questo con legami con la Russia. In questo caso Colonial Pipeline ha confermato di aver pagato un riscatto di 4,4 milioni di dollari alla banda di criminali informatici responsabile. Il governo degli Stati Uniti ha raccomandato  che le aziende non paghino per gli attacchi ransomware. Inoltre, pochi giorni dopo l'attacco a Colonial Pipeline, un altro gruppo di criminali informatici ha infettato il sistema sanitario nazionale irlandese con un ransomware .

 "La garanzia di un adeguato (auto) approvvigionamento agroalimentare, di carne e di altri beni di prima necessità, è, e sarà sempre più, una priorità da tutelare per ciascun Paese anche in termini di sicurezza nazionale", ha chiesto Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, in riferimento allo stop dei lavori della multinazionale in seguito all'attacco. "Che a Bruxelles, in questo delicato momento di riforma della Pac, si pensi che si possa sacrificare la produzione agricola europea diventando sempre più dipendenti dalle importazioni di cibo da Paesi terzi mette a rischio non solo la filiera agroalimentare europea ma anche i cittadini e la sicurezza nazionale di ciascun Paese Ue", ha proseguito Scordamaglia. L'auspicio di Filiera Italia è che tali eventi, e soprattutto l'attenzione sempre più strategica che paesi come Usa, Cina, Russia danno alla propria food security, facciamo aprire gli occhi all'Europa ed alla Commissione in primis, "principale responsabile da un lato del tentativo di smantellare una Pac che tuteli la produzione agricola e con essa l'autosufficienza alimentare europea e - dall'altro di chiudere accordi come il Mercosur che svendono la nostra sovranità alimentare rendendoci dipendenti da Paesi terzi".

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