“Un anno dopo l’incidente dove morirono migliaia di pecore la Romania continua a violare le regole Ue”

Le associazioni animaliste accusano il Governo di Bucarest di aver approvato una nuova legge in contrasto con le norme europee e che consentirà il trasporto di capi d'allevamento anche con temperature elevate

Il naufragio della Queen Hind del 24 novembre 2019.

Un anno dopo l’incidente a largo delle coste rumene della nave Queen Hind, carica di animali destinati all’esportazione, nel quale sono morte migliaia di pecore, nessuno è ancora stato accusato di essere responsabile per la tragedia. È quanto denunciano le associazioni Eurogruppo per gli animali e Animals International, che ieri hanno ricordato le 14.000 pecore a bordo della nave, molte delle quali “nei pressi del porto rumeno di Midia hanno subito la morte più orribile”, scrivono gli attivisti.

Continuano le esportazioni di massa

“Il tragico anniversario è l'occasione per ricordare la mancanza di azione da parte del Governo rumeno e della Commissione europea”, denunciano le associazioni. Un’inerzia che permette di “continuare questo barbaro commercio, con oltre 4 milioni di bovini, ovini e caprini spediti in condizioni spregevoli in Paesi dove il benessere degli animali non soddisfa gli standard europei”. Nonostante l’incidente, la sola Romania “ha registrato un notevole aumento delle esportazioni di animali vivi” con “oltre 2 milioni di animali che lasciano il Paese via mare per raggiungere il Nord Africa e il Medio Oriente, un viaggio che potrebbe richiedere fino a tre settimane”.

L'incidente e i punti non chiariti

“La Queen Hind era sovraccarica e gli animali furono condannati a una morte inevitabile causata dall'avidità e dalla corruzione”, accusano gli animalisti. “Mentre le autorità rumene insistono sul fatto che la densità fosse del 10% inferiore al massimo consentito, la società assunta per portare la nave fuori dall'acqua ha trovato ponti segreti con animali extra a bordo che non erano stati indicati dei documenti ufficiali della nave”, si legge in una nota delle associazioni. “Il Governo rumeno non ha fatto alcun passo avanti per porre fine all'esportazione di animali vivi” ha commentato Gabriel Paun, direttore Ue di Animals International.

Le regole 

Gli animalisti sostengono che le temperature nelle coste in cui si è verificato l’incidente “possono raggiungere i 50 gradi all’ombra”. Il Parlamento rumeno ha approvato una nuova legge che consente le esportazioni di animali vivi anche quando le temperature superano i 35 gradi. A detta degli animalisti si tratta di una violazione del regolamento sul trasporto di animali nell’Ue, che “richiede chiaramente agli Stati membri di congelare le esportazioni se le temperature superano i 35 gradi”. Di qui la richiesta alla Commissione europea di avviare una procedura di infrazione contro il Governo rumeno “per il continuo mancato rispetto del regolamento Ue”.

La commissione d'inchiesta

Inoltre, nell'ambito della strategia Farm to Fork, l’Ue intende rivedere il regolamento sul trasporto degli animali e il Parlamento europeo ha messo su una commissione d'inchiesta sulla protezione dei capi d'allevamento durante il trasporto (Anit). “Grazie alla commissione Anit crediamo che i deputati avranno tutte le informazioni di cui hanno bisogno per indagare su come gli Stati membri applicano l'attuale regolamento sui trasporti”. La speranza delle associazioni è che i deputati vadano a “fermare il trasporto di animali vivi a favore del commercio di carne e carcasse” ha commentato Reineke Hameleers, direttrice dell’Eurogruppo per gli animali.

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