Al via la raccolta dai nuovi ulivi che potrebbero salvare il Salento dalla Xylella

Una nuova pianta brevettata dal Cnr è resistente al batterio ed ha dato frutti dopo solo due anni da quando è stata piantata

Foto archivio Ansa - EPA/GUILLAUME HORCAJUELO

Tra qualche anno la Xylella potrebbe essere solo un brutto ricordo del passato e il Salento e la Puglia tutta potrebbero ritornare a essere popolati da ulivi sani e pronti a dare agli italiani l'ottimo olio che da sempre è stato uno dei biglietti da visita della regione.

A Casarano, in provincia di Lecce, è iniziata la prima vera raccolta dai nuovi uliveti impiantati due anni fa al posto dei campi completamente distrutti dal batteriokiller. Sono gli uliveti di Fs-17 Favolosa, una delle due cultivar, insieme al leccino, che secondo gli scienziati è resistente agli attacchi della Xylella. Si tratta di una cultivar italiana, brevettata dal Cnr, precoce rispetto alle altre visto che già dopo due anni riesce a dare i suoi primi buoni frutti. Si stima che per ogni ettaro impiantato si potrebbe arrivare a raccogliere ogni anno, in maniera costante e con le piante in piena maturazione, circa 100 quintali di olive in grado di produrre un olio extravergine d'oliva eccellente per qualità e caratteristiche organolettiche.

La Xylella, scoperta nel 2013 nella zona di Gallipoli, in 7 anni è avanzata fino a sfondare in maniera definitiva, proprio pochi giorni fa, la provincia di Bari col ritrovamento del focolaio di Monopoli. In questo periodo, secondo uno studio di Italia Olivicola, ha compromesso la produzione di quasi 5 milioni di piante nelle province di Lecce, Brindisi e Taranto, in un areale di 22 milioni di piante, con un calo medio di 29 mila tonnellate di olio extravergine d'oliva pari al 10% della produzione olivicola italiana.

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"L'inizio della raccolta è una notizia importantissima per l'olivicoltura italiana e un messaggio di speranza per chi ha a cuore il futuro di questo settore. Dopo anni difficili, grazie alla ricerca scientifica e alla caparbietà degli agricoltori, c'è un futuro per questo territorio che è stato colpito all'improvviso da una sciagura economica e paesaggistica senza precedenti", ha esultato il presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino. ''Il recupero di un'area importantissima dell'agricoltura italiana, dalla distruzione della Xylella a una nuova olivicoltura che produce qualità, grazie ad un importante ricambio generazionale, segna una grande primavera per il mercato dell'olio italiano che spesso soffre problemi di quantità e qualità disponibili per i consumatori'', ha concluso il presidente del Consorzio Oliveti d'Italia, Nicola Ruggiero.

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