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Coronavirus, agricoltori italiani contro Austria e Slovenia: "No allo stop ai trasporti'

Appello all'Ue di Confagricoltura dopo le restrizioni di Vienna e Lubiana ai tir in arrivo dal nostro Paese: "Serve coordinamento europeo". Il ministro Amendola: "No imbuti al Brennero"

L'export agroalimentare italiano protesta a Bruxelles contro la decisione di Austria e Slovenia di bloccare l'accesso dei tir in arrivo dal nostro Paese, misura presa dopo l'aumento dei casi di coronavirus. A preoccupare è soprattutto il Brennero, snodo fondamentale per l'export tricolore verso il resto dell'Ue.

“Il governo e gli imprenditori stanno compiendo uno sforzo eccezionale per assicurare la continuità produttiva e la stabilità del lavoro. È però necessario che i prodotti arrivino a destinazione nei tempi previsti. E questo vale in primo luogo per le produzioni deperibili, a partire dall’ortofrutta”, spiega Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, che ha lanciato un appello all'Ue affinché impedisca blocchi immotivati ai trasporti. 

"Il 60% delle esportazioni agroalimentari italiane sono destinate ai Paesi europei - continua Giansanti - La situazione potrebbe diventare problematica fra qualche settimana. La produzione agricola e degli allevamenti copre il 75% del fabbisogno delle industrie di trasformazione. Il resto viene importato. Non è un problema immediato, ma il mancato rifornimento può compromettere il ciclo produttivo”, conclude il presidente di Confagricoltura. 

A quanto si è appreso finora, i governi di Vienna e Lubiana non avrebbero comunicato a Bruxelles le nuove restrizioni ai confini, comunicazione che è obbligatoria secondo le norme che regolano l'area di libero scambio europea Schengen. Anche su questo l'Italia sta provando a fare pressioni a Bruxelles per ottenere un coordinamento sui trasporti. Il ministro degli Affari europei, Vincenzo Amendola, ha annunciato un vertice in teleconferenza con i colleghi europei proprio su questo tema: "Sul Brennero si sta sviluppando un controllo sanitario sugli autotrasportatori, controlli che stanno creando un imbuto su cui stiamo lavorando", ha detto Amendola. "In questa fase non si possono chiudere le frontiere per il trasporto merci, non c'è una sospensione di Schengen. Quello che stiamo discutendo con il ministro Di Maio e con le autorità austriache è non bloccare quel corridoio che è fondamentale per la nostra logistica e per la nostra industria", ha concluso. 

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