La riforma Ue del biologico può attendere: Bruxelles propone rinvio al 2022

Il nuovo regolamento, approvato nel 2018, prevede l'adozione di numerose e complesse norme tecniche, con conseguenze importanti per la produzione, la certificazione e i controlli nel settore. E non tutte le aziende erano pronte

La Commissione europea ha proposto di posticipare di un anno, dal 1 gennaio 2021 al 1 gennaio 2022, l'entrata in vigore della nuova normativa sul biologico. Lo ha annunciato il commissario europeo all'agricoltura Janusz Wojciechowski lanciando una consultazione pubblica su un nuovo piano d'azione per l'agricoltura biologica, scrive l'Ansa.

Per entrare in vigore, la proposta dovrà essere approvata dal Consiglio e dall'Europarlamento che, con una nota del presidente della Commissione agricoltura Norbert Lins (Ppe, Germania), ha già dato la sua disponibilità a dare presto il via libera per "iniziare a esaminare con più attenzione le norme di esecuzione".

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Il regolamento Ue sul biologico, approvato nel 2018 a oltre 11 anni dal primo, prevede infatti l'adozione di numerose e complesse norme tecniche, con conseguenze importanti per la produzione, la certificazione e i controlli nel settore. Soddisfazione è stata espressa da Eduardo Cuoco di Ifoam Europa, che rappresenta il settore bio. "Rinviare - ha detto - è una decisione saggia che consentirà di terminare adeguatamente il lavoro sul diritto derivato". 

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