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Domenica, 5 Febbraio 2023
Cibo & salute

Stretta dell'Ue sulle sostanze tossiche che contaminano "per sempre" gli alimenti

Abbassati i limiti per le sostanze Pfas, che hanno effetti negativi su sviluppo, colesterolo, e fegato. Si possono trovare soprattutto in uova, pesce, crostacei e frattaglie

L'Unione europea stabilisce una maggiore protezione per i cittadini europei dalla sostanze chimiche pericolose per il sistema immunitario e i bambini. La decisione è stata adottata dalla Commissione europea tramite nuove norme che limitano i livelli autorizzati negli alimenti di quattro sostanze chimiche ambientali, le sostanze perfluoroalchiliche (Pfas). La scelta è motivata dalla volontà di proteggere la salute dei consumatori dell'Ue riducendo la loro esposizione a questi elementi nocivi.

Le quattro sostanze chimiche in questione sono: il perfluoroottano sulfonato (Pfos), l'acido perfluoroottanoico (Pfoa,) l'acido perfluorononanoico (Pfna) e l'acido perfluoroesano sulfonico (Pfhxs). Vengono chiamate anche "sostanze chimiche per sempre" o "eterne", in quanto la loro composizione chimica non ne consente la degradazione. In modo unanime gli Stati membri hanno sostenuto le nuove norme, basate su una valutazione scientifica dell'Autorità per la sicurezza alimentare (Efsa) reputata solida.

Questi composti rientrano nella più vasta categoria delle sostanze perfluoroalchiliche (Pfas), un gruppo di composti fluorurati ampiamente utilizzati dall'industria. Tra gli esempi classici del loro utilizzo ci sono: rivestimenti antimacchia e resistenti all'acqua per tessuti e tappeti, rivestimenti resistenti all'olio per carta e cartone, materiali a contatto con gli alimenti, lucidanti per pavimenti, formulazioni di insetticidi, schiume antincendio. Il loro uso diffuso, unito alla loro persistenza nell'ambiente, ha portato a una pericolosa degradazione ambientale, inclusa quella degli alimenti.

I cibi possono essere contaminati sia da terreni e acque inquinate utilizzate per coltivarli, sia dall'uso diretto di materiali (durante la lavorazione) e di imballaggi contenenti Pfas a contatto con gli alimenti. L'acido perfluorottano sulfonico (Pfos) e l'acido perfluoroottanoico (Pfoa) e i loro sali sono le sostanze che si trovano negli alimenti e nell'uomo nelle concentrazioni più elevate. Dopo varie valutazioni, l'Efsa ha concluso che queste sostanze possono causare effetti negativi sullo sviluppo, sul colesterolo, sul fegato e sul sistema immunitario nonché sul peso alla nascita.

Ha inoltre considerato gli effetti sul sistema immunitario, reputandoli quelli più critici, stabilendo una dose settimanale tollerabile della somma delle sostanze pari a 4,4 nanogrammi per chilogrammo di peso corporeo a settimana. Nell'Unione europea l'esposizione a queste sostanze di una parte della popolazione supera di gran lunga questa soglia di sicurezza. Il nuovo regolamento stabilisce i livelli massimi di queste sostanze, sia singolarmente che della loro somma, nelle uova, nel pesce, nei crostacei, nei molluschi bivalvi, nella carne e nelle frattaglie di animali d'allevamento e selvatici.

Nel parere del 2020 sul rischio per la salute umana legato ai Pfas, l'Efsa aveva osservato inoltre che per molti alimenti manca ancora una serie di dati significativi, raccomandando quindi di raccoglierne ulteriori. Per frutta, verdura e latte, l'Autorità ha poi invitato a migliorare i metodi analitici necessari per rilevare le sostanze in questi alimenti, difficilmente riscontrabili dai laboratori con i sistemi odierni. "Oggi compiamo un altro passo per aumentare il livello di sicurezza alimentare nell'UE e proteggere meglio i cittadini dalle sostanze chimiche nocive. Queste nuove norme dimostrano il nostro impegno a mettere al primo posto la salute dei cittadini" ha commentato Stella Kyriakides, commissario per la Salute e la sicurezza alimentare. Le nuove norme si applicheranno a partire dal 1° gennaio 2023.

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