Sabato, 18 Settembre 2021
Salute

L'Ue verso stretta su antibiotici negli allevamenti, ma i veterinari protestano: "A rischio anche le vite di cani e gatti"

Dall'Italia alla Germania, critiche alla proposta del Parlamento europeo, che potrebbe venire approvata la prossima settimana. Ma l'autore della mozione difende il testo: "Animali di compagnia strumentalizzati"

La lotta alla resistenza agli antibiotici è una sfida globale, e l'abuso negli allevamenti intensivi ne è spesso indicato come una delle principali cause. Da qui, l'Unione europea, in accordo con l'Oms, l'Organizzazione mondiale della sanità, ha promesso da tempo di varare una stretta sull'utilizzo di tali farmaci nel settore zootecnico. E il Parlamento europeo potrebbe trasformare questa promessa in realtà: la prossima settimana a Strasburgo, infatti, andrà in Aula un testo che prevede la messa al bando di alcuni antimicrobici (tra cui antibiotici) di largo uso per gli animali. Una proposta che, oltre alle lobby farmaceutiche, allarma diversi veterinari, secondo cui la stretta metterebbe a rischio la vita non solo degli animali di allevamento, ma anche di quelli di compagnia come cani e gatti. 

La proposta del Parlamento è contenuta in una mozione di risoluzione presentata dal deputato dei Verdi tedeschi, Martin Hausling, che ha già ricevuto un primo ok dalla commissione parlamentare Envi dell'Eurocamera, e che ha modificato il progetto di regolamento presentato dalla Commissione Ue sui "criteri di selezione degli antibiotici riservati al trattamento di certe infezioni nell'uomo". Il testo su cui si dovranno pronunciare gli oltre 700 deputati europei, e che potrebbe far scattare i divieti per certi farmaci già il 28 gennaio del 2022, è difeso da diversi ambientalisti e organizzazioni animaliste, secondo cui lo stop ad alcuni antibiotici per gli animali (da riservare invece all'uomo) può essere compensato da trattamenti sanitari e pratiche di allevamento alternativi. Una visione che però viene contestata dai veterinari, tra cui l'Anmvi, l'associazione italiana di categoria.

"Chiediamo agli eurodeputati di respingere la mozione - si legge in una nota - Gli animali rischiano di essere privati di terapie salva vita. Se questa mozione non sarà respinta, fra pochissimi mesi, dal 28 gennaio 2022, alcune classi di antimicrobici (fra cui antibiotici) essenziali potrebbero essere vietate all'uso veterinario, nonostante siano fondamentali per curare infezioni batteriche gravi e potenzialmente letali negli animali di tutte le specie". L'Anmvi ha lanciato un appello su Change.org, che è stato sottoscritto da diversi medici. "La veterinaria italiana - si legge ancora nella nota dell'associazione italiana - chiede all'Europarlamento di appoggiare la posizione della Commissione europea che riconosce invece la necessità di mantenere l'uso veterinario di classi di antimicrobici/antibiotici nei casi indispensabili e privi di alternativa terapeutica: nell'interesse di 200 milioni di animali da compagnia (...) e per la salute e il benessere degli animali allevati per la produzione di alimenti". Appelli simili sono stati lanciati anche in altri Paesi europei, come in Germania e in Belgio.

L'autore della mozione, però, stigmatizza tali critiche: "I veterinari - dice rivolgendosi al Bpt, ossia all'organizzazione dei veterinati tedeschi - vogliono strumentalizzare i timori dei proprietari degli animali da compagnia per non dover cambiare le loro pratiche commerciali in agricoltura. La nostra proposta riguarda gli allevamenti e non quelli tenuti individualmente. L'obiettivo è di di fissare limiti effettivi alle quantità di antibiotici di riserva (ossia quelli rivolti all'uomo) che sono stati somministrati per anni e a un livello troppo alto, e di formulare regolamenti chiari che consentano il trattamento individuale degli animali e limitino severamente il trattamento di massa. Né il trattamento dei singoli animali e di certo non quello degli animali domestici sono interessati da questa mozione”, spiega. 

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