Sabato, 19 Giugno 2021
Ambiente&Clima

I cambiamenti climatici rafforzano i parassiti delle piante, distrutto il 40% delle colture mondiali

Secondo uno studio della Fao diversi insetti, a causa del riscaldamento del pianeta, si stanno diffondendo in zone in cui prima non erano presenti

A causa dell'impatto del cambiamento climatico, i parassiti delle piante che devastano colture economicamente importanti stanno diventando sempre più distruttivi e rappresentano una minaccia crescente per la sicurezza alimentare e l'ambiente. Lo denuncia uno studio della Fao che stima che fino al 40 per cento della produzione agricola mondiale è stata persa a causa dei parassiti. Ogni anno, precisa l'Agenzia delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, le malattie delle piante costano all'economia globale oltre 220 miliardi di dollari e gli insetti invasivi almeno 70 miliardi di dollari. Per il direttore generale della Fao, Qu Dongyu, lo studio "mostra chiaramente che l'impatto del cambiamento climatico sia una delle maggiori sfide che la comunità fitosanitaria sta affrontando".

Il Rapporto, intitolato "Una sfida globale per prevenire e mitigare i rischi di parassiti delle piante in agricoltura, silvicoltura ed ecosistemi", è stato messo a punto dall'italiana Maria Lodovica Gullino, dell'Università di Torino, insieme a dieci coautori da tutto il mondo. La revisione scientifica rileva che il cambiamento climatico aumenterà il rischio che i parassiti si diffondano negli ecosistemi agricoli e forestali, specialmente nelle regioni artiche, boreali, temperate e subtropicali più fredde. Ad esempio, un singolo inverno insolitamente caldo può essere sufficiente per favorire l'insediamento di parassiti invasivi. Alcuni parassiti, come il verme autunnale (che si nutre di un numero crescente di colture, tra cui mais, sorgo, miglio) e i moscerini della frutta tefritidi (che danneggiano la frutta e altre colture), si sono già diffusi a causa del clima più caldo in zone del pianeta dove prima non erano presenti. Altri, come la locusta del deserto (il parassita migratorio più distruttivo del mondo), potrebbero cambiare le loro rotte migratorie e la distribuzione geografica a causa del cambiamento climatico. Lo studio ha analizzato 15 parassiti delle piante che si sono diffusi o potrebbero diffondersi a causa del cambiamento climatico.

Nelle conclusioni del report si afferma che è fondamentale rispondere contemporaneamente alle sfide interconnesse del cambiamento climatico, della perdita di biodiversità e del degrado ambientale. Ciò include l'attuazione degli standard internazionali della Convenzione internazionale per la protezione delle piante (IPPC) per le misure fitosanitarie volte a prevenire l'introduzione e la diffusione di parassiti nocivi delle piante e per preservare la biodiversità."Siamo pronti a rafforzare la collaborazione con il Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici per garantire che le questioni fitosanitarie si riflettano con maggiore evidenza nell'agenda internazionale sui cambiamenti climatici", ha concluso il direttore generale Fao.

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