Col Global warming aumenta l'uso di antibiotici in acquacoltura (e il rischio di resistenza)

Le alte temperatura dei mari fanno aumentare il rischio di malattie dei pesci che gli allevatori combattono con questi medicinali con conseguenze anche sulla salute umana

Foto Ansa - EPA/TATYANA ZENKOVICH

Il riscaldamento globale sta portando a un aumento dell'uso di antibiotici negli allevamenti ittici, in quanto le temperature più elevate dei mari causano lo sviluppo di malattie nei pesci. Ma questo fenomeno sta portando allo sviluppo di batteri resistenti agli antimicrobici che ha ripercussioni anche sulla salute umana in tutto il mondo.

L'importanza dell'acquacoltura

L'acquacoltura svolge un ruolo molto importante nella sicurezza alimentare in molti Paesi, fornendo circa la metà dei pesci, molluschi e animali marini consumati dall'uomo in tutto il mondo, ed è particolarmente importante per i Paesi in via di sviluppo, ad esempio in Asia, che rappresentano il 90% della produzione globale. I piscicoltori usano grandi quantità di antimicrobici per curare o prevenire le malattie nelle loro fattorie.

Più antibiotici

Tuttavia, se usati in modo inappropriato, gli antimicrobici sono inefficaci e favoriscono lo sviluppo di batteri resistenti. Uno studio di studiosi di Ird e Cirad, pubblicato su Nature, ha esaminato i dati di oltre 400 articoli scientifici relativi a oltre 10mila batteri di origine acquicola provenienti da 40 Paesi, sollevando non poche preoccupazioni. "I nostri risultati mostrano che il riscaldamento globale promuove lo sviluppo di batteri patogeni, quindi lo sviluppo di malattie negli allevamenti ittici", ha spiegato Rodolphe Gozlan, uno specialista Ird nelle relazioni biodiversità-salute, tra gli autori della ricerca. "Il riscaldamento globale aumenterà quindi i tassi di mortalità negli allevamenti ittici, il che probabilmente significherà un aumento dell'uso di antibiotici", ha aggiunto Miriam Reverter,altro ricercatore Ird sottolineando come la resistenza antimicrobica sia già una realtà in diversi Paesi tra quelli che sono altamente vulnerabili ai cambiamenti climatici.

I rischi per l'uomo

Gli autori dello studio sollevano l'allarme per le conseguenze dell'uso inappropriato di antibiotici, sia per la sostenibilità dell'acquacoltura che per la salute umana. "I batteri resistenti nell'acquacoltura possono trasmettere i loro geni di resistenza ai batteri non resistenti che infettano l'uomo, causando così malattie che sono difficili da trattare sia negli animali che nell'uomo", ha spiegato Samira Sarter, un microbiologo del Cirad.

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