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Foto Ansa EPA/RUNGROJ YONGRIT

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Cibo vegano, vegetariano e non: una legge di iniziativa popolare per l'indicazione in etichetta

Accolta dalla Commissione la petizione dei cittadini. C'è tempo fino al 12 novembre 2019 per trovare un milione di firme in sette Stati, poi l'esecutivo comunitario potrà proporre la direttiva

Gli europei che non mangiano carne o prodotti animali non sono pochi, sono almeno 30 milioni. Per loro, oggi, riempire il carrello è un vero e proprio incubo: per capire se un prodotto è privo di tracce animali, e quindi se è interamente vegetariano o vegano, bisogno studiare tutti gli ingredienti e gli elementi contenuti nei prodotti che si trovano sullo scaffale. Tutto questo potrebbe cambiare. La Commissione europea ha ritenuto ricevibile l’iniziativa popolare che chiede un’indicazione obbligatoria in etichetta della natura non-vegetariana, vetagariana o vegana degli alimenti.

Il collegio dei commissari ha approvato l’iniziativa dei cittadini, che sarà pubblicata ufficialmente il 12 novembre prossimo. Da quel momento ci sarà tempo un anno per raccogliere un milioni di firme da almeno sette Paesi membri dell’Ue, quanto serve perché si possa chiedere all’esecutivo comunitario di legiferare in materia. Solo in quel momento la Commissione europea, dato il calendario, la nuova, deciderà se sottoporre a Parlamento e Consiglio le proposte per una nuova etichettatura dei cibi. ‘Non-vegatariano’, ‘vegetariano’ e ‘vegano’: queste le tre diciture che si chiede di apporre obbligatoriamente.

Il tempo per portare a termine trionfalmente la lotta c’è. “Vegetariani e vegani combattono in tutta l'Ue per identificare il cibo adatto”, si legge nel testo con cui si chiedono modifiche ed eliminare le incertezze legate a “ingredienti ambigui che potrebbero essere sia vegetali che animali”. La Commissione europea per ora si schiera dalla loro parte.

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