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“Investire sui biocarburanti”, la ricetta dei Paesi dell'Est per aiutare ambiente e agricoltura 

La 'benzina bio' promossa nella dichiarazione congiunta di Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia: “Fonti di energia rinnovabile più adatte e disponibili per il settore dei trasporti”

Ridurre le emissioni di CO2 investendo su un mercato prezioso per chi lavora in campagna. Con una dichiarazione congiunta, tre Paesi dell’Est Europa promuovono l’uso di biocarburanti per il raggiungimento degli obiettivi di diminuzione di gas serra nell’Ue. La produzione di fonti energetiche rinnovabili, scrivono i ministri dell’Agricoltura di Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca, “contribuisce al mantenimento dei posti di lavoro e di attività agricole nell'Ue e, allo stesso tempo, sostiene la sicurezza energetica”. 

“Questa iniziativa - precisa il documento - è sostenuta anche dalle camere agricole dei Paesi del gruppo Visegrad sotto forma di dichiarazione congiunta”. Gli Stati dell’Est Europa intendono anche porre fine alla dipendenza del Vecchio Continente dai mangimi di soia provenienti dall’altra sponda dell’Atlantico. I Governi firmatari intendono infatti investire in soia, ritenendosi “convinti che l'Ue abbia sufficienti possibilità di produrre volumi adeguati di alimenti e mangimi necessari, nonché di soddisfare la domanda di biocarburanti convenzionali”.

La strategia proposta prevede infine la promozione a livello europeo di “dell'utilizzo di prodotti agricoli non alimentari di origine Ue e residui agricoli come materie prime” oltre all’uso di “biomassa per la produzione di biocarburanti”, nonché “all'uso di olio da cucina esausto”.

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