"Gli amanti del maiale", animalisti e ambientalisti contro la campagna Ue

Secondo uno studio di una ong olandese, almeno 60 milioni di euro negli ultimi 3 anni sarebbero andati a programmi di promozione del consumo di carne: "Diffondono fake news su clima e salute con fondi pubblici"

Pork Lovers Europe: è questo il nome della campagna promozionale della Commissione europea che ha fatto scattare le proteste di animalisti e ambientalisti. Come intuibile dal nome, si tratta di una iniziativa volta a promuovere il consumo della carne suina, settore duramente colpito in Europa sia per l'aumento di diete alimentari vegetariane o comunque a maggior contenuto di vegetali rispetto ai prodotti di provenienza animale. E non è l'unica campagna di Bruxelles in tal senso: almeno 60 milioni di fondi Ue, secondo quanto ricostruito dall'ong Wakker Dier, sono andati a programmi di promozione del consumo di carne, non solo suina, negli ultimi 3 anni.

L'Ue, infatti, fornisce ogni anno una serie di finanziamenti per la promozione dei prodotti agroalimentari europei nella stessa Ue e nel resto del mondo. Una parte di questi fondi, a dirla tutta una parte minoritaria, va al settore zootecnico. Tali campagne, secondo quanto dichiarano i loro promotori, mirano a invertire il declino del consumo di carne e cercare di confutare le cosiddette "fake news" sul maltrattamento degli animali negli allevamenti. Le campagne spaziano da quelle progettate per contrastare gli avvertimenti ufficiali sul rischio di cancro a causa del consumo di carne rossa, al miglioramento dell'immagine pubblica dei prodotti a base di carne di vitello ritenuti cruciali per "trarre valore dai giovani vitelli maschi" superflui per l'industria casearia.

Secondo animalisti e ambientalisti, pero', sono proprio queste campagna a diffondere false informazioni. Il settore zootecnico, secondo studi ufficiali, è responsabile di circa il 14,5% delle emissioni totali di gas serra di origine umana. Mentre gli scienziati hanno fornito prove certe di un legame tra cancro e diete che coinvolgono prodotti a base di carne di maiale, manzo e agnello.

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Per Sjoerd van de Wouw, ricercatore di Wakker Dier, le campagne promosse dall'Ue sono obsolete e indifendibili: "Comprendiamo che sia necessario considerare gli interessi dei produttori, ma non ignorando completamente gli interessi dei consumatori e del clima", ha affermato.

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