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Una protesta a Bruxelles contro il biodiesel

Una protesta a Bruxelles contro il biodiesel

"Basta olio di palma nel diesel", a Bruxelles la petizione con oltre 500mila firme

Lunedì iniziativa in diverse città per fare pressioni sulla Commissione europea di far cessare subito i sussidi e anticipare entro il 2025 la messa al bando di questo tipo di carburante. Di cui l'Italia è il secondo produttore dopo la Spagna

Ha già raccolto 500mila firme (ma l'obiettivo è di raddoppiarle) la petizione #NotInMyTank su sumofus.org per sollecitare la Commissione europea a dire basta all'olio di palma nei motori e ai sussidi previsti, perché i biodiesel a base di questo olio vegetale, stando a quanto denuncia la campagna, contribuiscono indirettamente alla deforestazione e alla messa in pericolo della fauna selvatica.

Sul tema, il 21 gennaio è prevista la prima mobilitazione europea con una serie di iniziative in diverse città, tra cui Roma, Lisbona, Parigi, Madrid, Berlino, Bruxelles e Praga. E sempre lunedì a Bruxelles i rappresentanti delle associazioni incontreranno il Commissario europeo per il Clima Miguel Arias Cañete, per chiedere all'Esecutivo comunitario di rispettare gli impegni presi con il Parlamento Ue di far cessare subito i sussidi ambientalmente dannosi e anticipare entro il 2025 la messa al bando dell'olio di palma nei biocarburanti prevista al momento per il 2030. La Commissione dovrebbe pronunciarsi in merito all'inizio di febbraio.

L'Italia, dopo la Spagna, è il secondo maggiore produttore di biodiesel da olio di palma in tutta Europa: nel 2017, insieme a Spagna e Paesi Bassi, la Penisola ha raffinato l'83% di questo olio vegetale, accusato della deforestazione e della riduzione di biodiversità nelle aree in cui viene prodotto.

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