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Martedì, 21 Maggio 2024
Attenti al nome

Le "birre Champagne" sbarcano in Europa, ma la polizia le distrugge in porto

Ad Anversa la dogana belga ha distrutto quasi 2.400 lattine in base alle severe regole imposte dal Comitato francese che tutela questo prodotto

Distrutte per uno slogan che citava la parola "Champagne". Questo il destino di un carico di 2.400 lattine di birra della Miller High Life dopo il sequestrato avvenuto nel porto di Anversa all'inizio di febbraio. L'eliminazione è però avvenuta solo lunedì 17 aprile, come dichiarato dal Comité interprofessionel du vin de Champagne in una nota e riportato dall'Agenzia France Presse.

Lo slogan "Lo Champagne delle birre", proposto dal marchio statunitense, "rappresenta una violazione della denominazione di origine protetta Champagne", ha lamentato il comitato. Il carico era destinato alla Germania, che "non ha contestato la decisione", dopo che il Comitato dello Champagne "ha richiesto la distruzione di queste merci illecite", ha aggiunto nella nota l'organizzazione.

Il Comitato, che raggruppa i 16.200 coltivatori e 360 ​​marchi della famosa regione della Francia orientale, tiene traccia di chiunque osi sfruttare il nome Champagne senza esservi autorizzato. Da qui ne deriva una grande potenza. Secondo le normative europee, "le merci che violano una denominazione di origine protetta... sono contraffatte", ha sottolineato il comitato.

L'ente ha inteso precisare che la distruzione delle birre è avvenuta in modo responsabile dal punto di vista ambientale, ma senza precisare come. La distruzione, ha sottolineato affermato il direttore del comitato Charles Goemaere, "conferma l'importanza che l'Unione Europea attribuisce alle denominazioni di origine e premia la determinazione dei produttori di Champagne a proteggere la loro denominazione".

Quello della birra Miller non è il primo caso né un episodio isolato, dato che il Comitato affronta circa mille situazioni di presunta appropriazione indebita in 80 paesi ogni anno, secondo quanto dichiarato dai suoi avvocati nel 2021. Fa eccezione la Russia con un raro caso di opposizione inversa. Nel giugno di due anni fa, Mosca ha stabilito che la denominazione "champagne" spetta solo allo lo spumante di fabbricazione russa, mentre il prodotto francese va etichettato come "spumante".

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