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Domenica, 5 Febbraio 2023
Scoperta acquatica

Reti 'piccanti' per evitare che i delfini rubino il pesce, ma loro sono più furbi

Esperimento in Grecia con la capsaicina, utilizzata già in ambito agricolo per evitare i danni alle coltivazioni provocati dagli animali. I cetacei si sono però ingegnati per procacciarsi comunque le loro prede

I delfini apprezzano il piccante. O comunque non impedisce loro di rovinare le reti di pesca su cui è applicato, per poi catturare il pesce in esse contenuto. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori dell'Università di Salonicco, che al fine di evitare gli attacchi dei mammiferi d'acqua alle reti da pesca avevano sviluppato una rete rivestita di capsaicina, un elemento chimico presente nei peperoncini piccanti.

Pur essendo irritante, i delfini non hanno interrotto i loro attacchi. Si tratta di uno dei problemi principali affrontato dai pescatori, costretti ogni anno a riparare i danni provocati dai delfini, che distruggono le reti per impadronirsi del pescato. Le soluzioni testate finora, a base di ultrasuoni e reti riflettenti, avevano fallito. Da qui l'idea, rubata al mondo agricolo, di provare con la molecola contenuta nel peperoncino per tenere lontani i cetacei. Nel settore rurale la capsaicina ha avuto effettivamente buoni risultati come deterrente per tutelare le coltivazioni da cervi, conigli e roditori. A quanto pare neppure uccelli ed insetti sembra gradiscano il condimento.

Questi risultati positivi hanno spinto il team di ricerca greco a rivestire di capsaicina le reti da pesca. Più che piccante, la realtà si è rivelata amara. Dopo cinque mesi di prove, gli studiosi si sono arresi: i delfini hanno persistito nei loro attacchi. Maria Garagouni, biologa marina dell’Università Aristotele di Salonicco che guida il gruppo di ricerca, si è detta colpita dall’abilità dei delfini nel depredare il pesce dalle reti.

La tecnica utilizzata è questa: la prima volta due cetacei hanno fatto ben 217 buchi nell’attrezzatura da pesca in meno di 15 minuti. Era già noto che questi animali sono in grado di percepire il salato, ma non si può confermare che sappiano apprezzare anche il piccante. Mentre le balene sembrano avere le papille gustative per il rilevamento della capsaicina, non ci sono abbastanza studi su questa specie.

Secondo Aurélie Célérier, neuroscienziata dell’Università di Montpellier in Francia, specializzata nella comunicazione dei mammiferi marini (non coinvolta nello studio), questo sapore viene registrato da un insieme di cellule sensoriali attraverso la chemestesi, cioè l'attivazione chimica di recettori per lo stimolo fisico. Questo processo, in grado di segnalare anche sensazioni come dolore e calore, è poco studiato nell'mabito dei delfini.

Se il rivestimento di capsaicina non è riuscito a scoraggiare i delfini, sembra sia riuscito a indirizzare un altro animale, forse una tartaruga marina o uno squalo, che ha strappato le reti di controllo, ma solo nelle zone non rivestite dal piccante. Dopo anni di collaborazione con i pescatori del Mediterraneo per evitare la predazione da parte dei mammiferi, Garagouni è rimasta sorpresa dell’abilità e dell'ingegno degli animali, capaci di applicare metodi di attacco di gruppo per garantirsi il prelibato pasto.

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