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Mercoledì, 25 Maggio 2022
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Il governo assegna 195 milioni all'agricoltura italiana. Le misure spiegate punto per punto

Nel Dl Ucraina approvata la rinegoziazione dei mutui, l'incremento del Fondo di sviluppo e il credito d'imposta per caro carburanti. Digestato equiparato a fertilizzanti chimici

Un pacchetto da 195 milioni di euro per rispondere alla crisi dell'agricoltura. Questo il valore delle misure approvate dal Consiglio dei ministri italiani contenute nel Decreto legislativo Ucraina. Vi sono incluse: rinegoziazione del debito, implementazione del Fondo per lo sviluppo delle imprese agricole e cessione del credito d’imposta per il caro carburanti. Sono dunque tre le direttive principali adottate dalla politica nostrana per sostenere un comparto particolarmente in sofferenza, danneggiato dall'inflazione, dalle speculazioni sui mercati internazionali e infine dallo scossone generato dalla guerra in Ucraina. Con l'impennata dei costi degli input agricoli, quali carburante, fertilizzanti e mangimi, le aziende agricole si sono ritrovate con l'acqua alla gola, impossibilitate a sostenere costi esorbitanti, che si stanno riflettendo sui prezzi di cibo e bevande. Vediamo insieme le misure previste per il settore agroalimentare punto per punto:

- Lo strumento della rinegoziazione e della ristrutturazione dei mutui è stato esteso anche alle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura. Tale operazione vale all'incirca venti milioni di euro. Si tratta di una misura adottata per contrastare la crisi di liquidità, aggravata dal repentino e (finora) inarrestabile aumento dei costi dell’energia e delle materie prime. Sarà inoltre consentito allungare fino a 25 anni il periodo residuo di rimborso.

- Sempre in questo ambito rientrano le garanzie gratuite a favore di agricoltori e pescatori, che potranno essere prestate, nel rispetto del regime de minimi, dall'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea). Con lo stesso obiettivo, è stato rafforzato anche il fondo di garanzia pubblica (di recente rivisto nel suo funzionamento), con la la possibilità di estendere le garanzie per ogni singolo beneficiario fino a cinque milioni di euro.

- Altro aiuto è connesso al credito d’imposta Imu per le imprese turistico-recettive, comprese quelle che esercitano attività agrituristica, che corrisponde al 50% dell'importo versato a titolo di seconda rata Imu dell’anno 2021.

- Per contrastare il caro-carburanti, il Dl prevede un contributo sotto forma di credito di imposta pari al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto del carburante da parte di imprese agricole e della pesca. Deve però trattarsi di carburante utilizzato nel primo trimestre solare dell’anno 2022, entro i limiti stabiliti per gli aiuti di Stato. Questa è di certo la misura più ingente, quantificata in 140 milioni di euro. Oltre che alle macchine agricole e alle imbarcazioni, tali costi sono strettamente connessi al trasporto merci, dato che in Italia la stragrande maggioranza dei prodotti agroalimentari viaggia su strada. Il credito d’imposta potrà essere ceduto dalle imprese beneficiarie ad altri soggetti, compresi istituti di credito e intermediari finanziari. Confagricoltura, che aveva richiesto fortemente questa misura, ha specificato in una nota che“per i prossimi 30 giorni, comunque, si applica a livello generale la riduzione delle accise sulla benzina e sul gasolio impiegato come carburante per autotrazione pari a 25 centesimi di euro al litro”.

- Il Dl prevede anche la possibilità di rateizzazione delle bollette di energia elettrica e gas naturale, per i consumi relativi ai mesi di maggio e giugno 2022.

- Aumenta il Fondo per lo sviluppo e il sostegno delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura, con ulteriori 35 milioni, rispetto alla dotazione originaria, da dividere tra 2022 e 2023.

- Il governo equipara l'uso del digestato a quello dei fertilizzanti chimici per terreni. Si tratta di una novità importante, perché apre la strada all'uso di sottoprodotti vegetali e scarti di lavorazione per la coltivazione dei terreni, contribuendo alla diffusione di pratiche ecologiche e di economia circolare. A questo proposito la Cia ha sottolineato particolare soddisfazione per questa scelta del governo, considerandola come “indirizzo strategico per il futuro”. Il biodigestato agricolo, prodotto dagli impianti di biogas delle aziende zootecniche, è una sostanza fertilizzante proveniente dagli scarti agroalimentari che rappresenta, secondo la Cia, “uno dei migliori esempi di green economy in agricoltura”. 

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