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Sabato, 15 Giugno 2024
Fuori stagione

Oltre al Regno Unito, anche un altro Paese è ora a corto di pomodori

Il freddo inaspettato in Spagna e Marocco ha ridotto le importazioni in Irlanda, mentre la produzione nelle serre risulta troppo costosa a causa di prezzi elevati del gas

Dopo il Regno Unito, anche l'Irlanda lamenta una probabile carenza di pomodori fino a maggio. Alla radice c'è il costo dell'energia abbinato al maltempo in Spagna e Marocco, principali Paesi di importazioni di vari ortaggi. Come evidenziato dall'agricoltore Martin Flynn all'Irish Times, i coltivatori non possono permettersi di riscaldare le proprie serre, quindi il calo delle importazioni non può essere compensato. Flynn, che coltiva tre ettari di pomodori nelle serre in una contea di Dublino, sostiene che il freddo fuori stagione nel sud della Spagna e nel nord del Marocco ha causato problemi anche con le forniture di peperoni e cetrioli. Il problema risulta più acuto nel Regno Unito a causa della Brexit, ma la questione è comune a varie parti d'Europa. I coltivatori puntano a ricevere incentivi per allungare la stagione delle serre, ma sarebbe forse più corretto rinunciare a certi prodotti e puntare su altri che meglio si adattano a certi tipi di clima.

Le coltivazioni di pomodoro in serra iniziano di solito a gennaio, con un periodo di crescita compreso tra le 16 e le 17 settimane. Per riscaldare le serre fino all'inizio dell'estate è indispensabile ricorrere al gas, il cui costo è esploso in questi mesi sia a causa della guerra in Ucraina che delle speculazioni. Molte aziende agricole irlandesi hanno quindi deciso di aspettare per iniziare il processo di coltivazione, spostando l'inizio a marzo o anche ad aprile. Il costo del gas risulta quattro volte superiore alla media rispetto agli scorsi anni. Un incremento che incide molto considerato che in genere l'energia rappresenta circa il 30% del costo di produzione delle piante.

La carenza di molti ortaggi sarebbe quindi il risultato diretto dell'aumento dei costi dei fattori di produzione e dello squilibrio di potere nella catena di approvvigionamento alimentare, come ha sostenuto lo stesso Flynn, che è anche vicepresidente del comitato per gli ortaggi da campo dell'Associazione degli agricoltori irlandesi. Per ovviare, le aziende chiedono al governo di ripristinare urgentemente il regime di pagamento eccezionale per l'orticoltura, che lo scorso anno ha fornito pagamenti una tantum pari ad un totale di 2,8 milioni di euro per i coltivatori di orticoli, messi a disposizione per sovvenzionare il costo dell'energia in seguito all'invasione russa dell'Ucraina.

Anche gli irlandesi, come già i britannici, si stanno rendendo contro di essere diventati troppo dipendenti dalle importazioni dall'estero. Secondo Flynn col il sostegno del governo l'Irlanda potrebbe essere più indipendente."Possiamo produrre pomodori in modo sostenibile da marzo a novembre", ha sostenuto il coltivatore. “Siamo stanchi di sentire dal governo che sono necessari più prodotti irlandesi quando semplicemente non possiamo permetterci di espandere la nostra stagione", ha evidenziato l'agricoltore, che reputa impossibile continuare a fare affidamento su alimenti provenienti da Spagna e Olanda. "Il primo passo che i rivenditori devono compiere è ascoltare i loro coltivatori fornitori di prodotti irlandesi", ha proposto Flynn, il quale è convinto che il processo di produzione di pomodori in un ambiente sotto vetro con gas naturale è rispettoso dell'ambiente perché le piante assorbono l'anidride carbonica e producono ossigeno. “Non immettiamo anidride carbonica nell'atmosfera, la immettiamo nella serra e le piante la assorbono. Siamo carbon neutral”, ha sostenuto il coltivatore.

Secondo Matt Wallace, amministratore delegato di Wexford Tomatoes, molti coltivatori olandesi stanno lottando con le piante da vivaio a causa dei costi e questo sta avendo un effetto a catena anche sui peperoni. "Stavamo acquistando piante da un grande coltivatore nei Paesi Bassi e circa due settimane prima di effettuare l'ordine questa settimana, abbiamo ricevuto la notizia che avevano chiuso a causa dei prezzi del gas", ha affermato Wallace. Utilizzando l'illuminazione artificiale, la produzione fuori stagione risulta ormai esosa. "La maggior parte dei coltivatori ha deciso di non piantare per i mesi invernali e questo è attualmente un vuoto nel mercato", ha dichiarato l'amministratore delegato. Ad incidere anche le difficoltà nel reperire manodopera.

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