Pesca nel Mediterraneo, l'Ue fissa i nuovi limiti

Dagli Stati membri via libera a una riduzione delle catture per triglie, naselli, aragoste e gamberi pari al 10% per il 2020. Restrizioni anche per demersali e piccoli pelagici nell'Adriatico

Una riduzione dello sforzo di pesca per triglie, naselli, aragoste e gamberi nel Mediterraneo occidentale pari al 10% per il 2020. E limiti anche per demersali e piccoli pelagici nell'Adriatico. Sono queste due delle misure centrali del regolamento varato dagli Stati membri dell'Ue in cui si fissano i limiti di cattura per il 2020 per alcuni stock ittici nel Mediterraneo e nel Mar Nero.

"È la prima volta che viene adottato un regolamento autonomo sulle possibilità di pesca sia per il Mediterraneo che per il Mar Nero dopo l'entrata in vigore, nel 2019, del piano pluriennale per gli stock demersali nel Mediterraneo occidentale", si legge in una nota del Consiglio Ue Agricoltura, che riunisce i ministri del settore.

La prima parte del regolamento Ue attua il piano di gestione pluriennale per gli stock demersali nel Mediterraneo occidentale, adottato nel giugno di quest'anno, che prevede nel 2020 una riduzione dello sforzo di pesca per "la triglia, il nasello, i gamberi rosa, le aragoste norvegesi, i gamberi blu e rossi e i gamberi rossi giganti". SI tratta di una riduzione pari al 10% e che dovrebbe arrivare al 40% nei prossimi 4 anni. Tali riduzioni si applicano a Spagna, Francia e Italia

In linea con le decisioni della Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (Cgpm), Bruxelles introduce anche un periodo di fermo di 3 mesi per la pesca dell'anguilla, oltre alla riduzione delle catture e sforzo di pesca per i piccoli pelagici nell'Adriatico e, sempre nell'Adriatico, un limite di sforzo di pesca per i demersali.

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Secondo Bruxelles, nel 2016, il 78% degli stock ittici valutati nel Mediterraneo e nel Mar Nero erano sfruttati oltre i limiti biologici sostenibili.

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