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Martedì, 4 Ottobre 2022
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Perché il riso rischia di costare sempre di più

Produzione in calo: meno piogge monsoniche in Asia e agricoltori che preferiscono altre colture. Si rischiano limiti alle esportazioni da parte dell'India

Dopo la crisi che ha colpito grano e mais, toccherà presto al riso affrontare un incremento dei prezzi. Se per i primi hanno influito la siccità e la guerra in Ucraina, sulle risaie incide invece innanzitutto il maltempo, che sta colpendo i principali fornitori di riso dell'Asia, inclusa l'India, che rappresenta il più grande esportatore globale. Il rischio è di veder ridotta la produzione del più importante alimento di base del mondo, con un ulteriore peggioramento per l'inflazione sugli alimenti, già vicina ai massimi storici.

A differenza di altri cereali, il riso in questi anni era stato premiato da raccolti eccezionali e scorte notevoli, ma i cambiamenti climatici stanno colpendo anche il continente asiatico, che rappresenta circa il 90% della produzione mondiale di questo alimento. "C'è un potenziale al rialzo per i prezzi del riso con la possibilità di declassamenti della produzione nei principali Paesi esportatori", ha detto alla Reuters Phin Ziebell, economista agroalimentare presso la National Australia Bank.

A preoccupare sono eventi diversi: piogge irregolari nella cintura del grano dell'India, ondate di caldo in Cina, inondazioni in Bangladesh e un peggioramento nella qualità delle colture in Vietnam. Questi sono alcuni dei fenomeni che potrebbero frenare i raccolti in quattro dei primi cinque Paesi produttori di riso. A preoccupare è innanzitutto il calo di precipitazioni monsoniche, scese fino al 45% in questa stagione nei principali Stati indiani produttori di riso (Bihar, Jharkhand, West Bengal e Uttar Pradesh).

La semina del riso è scesa quest'anno del 13%, con il calo della produzione che potrebbe raggiungere i 10 milioni di tonnellate, ha affermato BV Krishna Rao, presidente della All India Rice Exporters Association. Alcuni agricoltori inoltre hanno preferito coltivare legumi e semi oleosi. Il riso seminato durante l'estate rappresenta oltre l'85% della produzione annuale indiana, che ha raggiunto la cifra record di 129,66 milioni di tonnellate fino a giugno 2022. A fronte di un raccolto più ridotto, dato per certo dagli esperti, resta da capire come reagirà il governo, guidato dal primo ministro Narendra Modi.

Le scorte di riso macinato e risone al 1° luglio ammontavano a 55 milioni di tonnellate, mentre l'obiettivo era di 13,54 milioni di tonnellate. Questo exploit ha permesso di mantenere i prezzi del riso bassi nell'ultimo anno, insieme ad esportazioni record pari a 21,5 milioni di tonnellate nel 2021. Una cifra superiore al totale spedito dagli altri quattro principali esportatori del mondo: Thailandia, Vietnam, Pakistan e Stati Uniti. Un aumento sui prezzi potrebbe spingere il governo a imporre limiti alle esportazioni, hanno svelato alcune fonti alla Reuters.

I problemi non riguardano solo Nuova Delhi. In Vietnam, le piogge hanno danneggiato la qualità del raccolto, con una produzione che rischia di ridursi del 70%. In Cina invece, il più grande consumatore e importatore di riso al mondo, le perdite di resa sono state causate del caldo estremo. Pechino potrebbe quindi essere costretta ad importazioni maggiori fino a un record di 6 milioni di tonnellate nel 2022/23. Stessa sorte dovrebbe toccare al Bangladesh, costretto ad importare a causa delle inondazioni che hanno colpito le sue principali regioni produttrici. Mentre i prezzi aumentano e i raccolti calano, carichi maggiori sono richiesti da acquirenti come le Filippine e altri Paesi africani.

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