Sicurezza alimentare, allarme sugli imballaggi: “Solo 5 dei 17 più usati sono regolati dall’Ue”

Studio firmato da 33 scienziati di fama internazionale mette in luce i rischi legati al contatto tra sostanze chimiche e cibi

Foto Dino Quinzani / CC BY-SA (https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)

Un gruppo internazionale di 33 scienziati ha pubblicato una dichiarazione sui rischi per la salute umana delle sostanze chimiche a contatto con gli alimenti. Il documento presentato oggi si basa su 1.200 studi peer-reviewed, dai quali emerge la necessità di specificare meglio il quadro normativo al fine di proteggere la salute pubblica e garantire il passaggio dall’usa e getta a materiali di imballaggio riutilizzabili.

Regole Ue

Da un punto di vista europeo, si sottolinea che molti materiali contenenti sostanze chimiche negli imballaggi sfuggono completamente alla legislazione. Infatti, solo cinque dei diciassette materiali più utilizzati per la lavorazione o l'imballaggio degli alimenti sono regolamentati a livello europeo. Si tratta della ceramica, del film in cellulosa rigenerata, di materiali ‘smart’, plastica e plastica riciclata. I materiali ampiamente usati come la carta e il cartone - ritenuti una valida alternativa alla plastica  e rispettosi dell'ambiente - non sono regolamentati a livello comunitario. Il che significa che si applicano diverse norme spostandosi da Stato a Stato. 

L'allarme sull'usa e getta

“Con la nascita della cultura usa e getta - si legge nella dichiarazione - l'imballaggio alimentare monouso ha ampiamente sostituito i formati di imballaggio riutilizzabili in tutto il mondo”. “Nel 2014, i rifiuti di imballaggio generati in Europa sono stati stimati in 􏰅􏰂82,5 milioni di tonnellate metriche􏰃 e 69,6 milioni di tonnellate di rifiuti di imballaggio sono stati raccolti nei rifiuti solidi urbani negli Stati Uniti”, sottolineano gli studiosi. “Le materie plastiche stanno rapidamente sostituendo altre forme di imballaggi poiché la produzione di plastica è aumentata da 􏰂2 milioni di tonnellate nel 1950 􏰃􏰈􏰆􏰀a oltre 380􏰁􏰅􏰀 milioni di tonnellate nel 2015”, ricorda la dichiarazione. 

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Green Deal europeo

Natacha Cingotti, responsabile senior per la salute e le sostanze chimiche dell'Alleanza per la salute e l'ambiente (Heal) ha dichiarato: “Nessuno dovrebbe mai preoccuparsi di essere esposto a sostanze chimiche nocive attraverso il cibo”. Eppure, prosegue la Cingotti “migliaia di sostanze chimiche possono essere utilizzate nella lavorazione e nel confezionamento dei nostri alimenti senza che queste vengano sottoposte a test di sicurezza”. “Questa dichiarazione - conclude - aggiunge un'ulteriore urgenza per rendere il potenziamento del quadro normativo sui materiali a contatto con gli alimenti una priorità assoluta nell'ambito del Green Deal europeo e mettere la salute al primo posto”.

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