Stop al cibo italiano per il coronavirus? “Era una bufala: export alimentare cresce del 13,5%” 

I dati dell’Istat delineano una realtà ben diversa da quella prospettata all'inizio della crisi. I sindacati: "Grazie ai lavoratori"

Chi pronosticava un calo o addirittura un crollo del made in Italy agroalimentare per via del coronavirus si è dovuto ricredere a seguito dei dati diffusi dall’Istat sull’export di cibi del Belpaese. Le vendite all’estero di prodotti alimentari, bevande e tabacco, con un netto +13,5%, sono infatti tra i pochi settori che registrano il segno positivo nonostante la profonda crisi che sta affrontando l’economia europea. Quello dell’agrifood - assieme all’exploit degli articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici, che segnano un +32,5% - è infatti ‘circondato’ dai dati negativi che riguardano il resto del made in Italy. 

Il commento dei dati

Nel primo trimestre 2020, rispetto al precedente, si rileva infatti una diminuzione generale del 4,1% per le esportazioni e del 5,1% per le importazioni. I dati positivi dell'agroalimentare sono stati accolti con favore da Stefano Mantegazza, il segretario generale della Uila-Uil. “Non deve passare sotto silenzio - ha detto - la splendida performance, quasi 10 miliardi di euro di vendite all'estero, realizzata dall'industria alimentare nel primo trimestre 2020”. “Un risultato - prosegue Mantegazza - che dimostra come, in queste settimane così difficili, l'Europa e il mondo intero abbiano scelto la sicurezza dei nostri cibi e che, soprattutto, smentisce le ‘fake news’ di chi pronosticava un crollo dell'export del settore alimentare che si conferma come la vera punta di diamante del made in Italy”. 

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I Paesi che apprezzano il made in Italy

Le vendite all'estero di prodotti alimentari nel primo trimestre 2020, osserva l'ufficio studi della Uila, sono state pari a 9,7 miliardi di euro, superando di oltre un miliardo di euro il già ottimo dato dello stesso trimestre del 2019. In particolare, il dato di marzo 2020 segna un +13,5% rispetto a marzo 2019. Da sottolineare il forte incremento delle vendite in Germania (+24,9%) e in Spagna (+17,1%). “Anche in Cina, malgrado le difficoltà del momento, la vendita di prodotti alimentari made in Italy è cresciuta dell’1,8%”, registra Mantegazza. “Siamo orgogliosi del contributo dato a questo successo dalle lavoratrici e dai lavoratori che in queste settimane, con il loro impegno quotidiano, hanno permesso l'avverarsi di questo risultato e - ha concluso il sindacalista - ci sembra giusto ricordare anche il ruolo decisivo svolto dal nostro sistema di relazioni sindacali che ha garantito la migliore organizzazione del lavoro e la necessaria flessibilità”.

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