Nestlé adotterà l'etichetta a semaforo. Coldiretti: “Vogliono condizionare il dibattito Ue”

La multinazionale Svizzera lo introdurrà entro la fine dell'anno in Belgio, Francia e Svizzera poi negli altri Paesi europei. La Confederazione: “Decisione sbagliata e intempestiva”

La Nestlé ha deciso che inizierà a utilizzare l'etichetta nutrizionale a semaforo sui suo prodotti in Europa. La multinazionale svizzera ha annunciato che entro al fine dell'anno comincerà a farlo in Francia, Belgio e Svizzera, Paesi in cui le autorità sanitarie nazionali già raccomandano il bollino che classifica gli alimenti con cinque colori e altrettante lettere da A a D secondo il loro contenuto di ingredienti 'buoni' o 'cattivi'. Oltre al contenuto di zuccheri, grassi e sale, la scala cromatica include anche ingredienti raccomandati come la fibra alimentare e fornisce a ognuno un valore sulla scala cromatica. "Gli europei vogliono sempre di più sapere cosa c'è negli alimenti e nelle bevande che consumano e noi vogliamo fornire loro queste informazioni rapidamente e facilmente", ha sottolineato il Ceo di Nestlé Europa Marco Settembri.

Un sistema che divide l'Europa

Da anni l'etichetta nutrizionale a colori divide l'Europa. Nel 2014 il Regno Unito aveva adottato il 'semaforo', tra le proteste soprattutto italiane. I Paesi del nord Europa adottano il keyhole con il solo colore verde, la Francia nel 2017 ha raccomandato l'utilizzo del Nutriscore. Nello stesso anno un pool di sei grandi aziende dell'agroalimentare mondiale (Coca-Cola Company, Mars, Mondelez International, Nestlé, PepsiCo e Unilever) aveva presentato la loro ipotesi di variante del semaforo utilizzato nel Regno Unito, senza arrivare a un risultato soddisfacente. Dopo la Francia, anche le autorità del Belgio hanno raccomandato il Nutriscore.

Le critiche di Coldiretti

"Con l'inganno delle etichette a semaforo si rischia di sostenere, con la semplificazione, modelli alimentari sbagliati che mettono in pericolo non solo la salute dei cittadini ma anche il sistema produttivo di qualità del Made in Italy". È quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel commentare la decisione della Nestlè . Per Prandini “si tratta di una decisione intempestiva e sbagliata che cerca di condizionare il dibattito in corso nell'Unione Europea per individuare un approccio armonizzato”. Secondo il presidente della Coldiretti "il sistema di etichettatura a semaforo è fuorviante, discriminatorio ed incompleto e finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti sani e naturali che da secoli sono presenti sulle tavole per favorire prodotti artificiali di cui in alcuni casi non è nota neanche la ricetta", in quanto “l’equilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera e non certo sullo specifico prodotto”.

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