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Commissione: “Fondi europei riducono la povertà nelle zone rurali”

La Pac colma (in parte) la differenza salariale con i centri urbani. Sette milioni di agricoltori tra i beneficiari dei finanziamenti comunitari

Assicurare l’autosufficienza agricola e alimentare dell’Europa, ma anche ridurre il divario persistente tra i salari dei centri urbani e quelli delle zone rurali. Sin dagli albori ai tempi della Comunità economica europea, la Politica agricola comune (Pac) ha svolto un ruolo importante nel colmare le diseguaglianze. Un obiettivo perseguito tutt’oggi, stando ai dati diffusi dalla Commissione europea. Sarebbero circa 7 milioni i beneficiari di fondi Ue per la filiera agricola, che rappresentano circa il 65% degli agricoltori in tutta l’Unione. 

“È stato dimostrato”, scrive la Commissione, “che la Pac sta contribuendo a ridurre il tasso di povertà nelle zone rurali”, contribuendo, a detta di Bruxelles, ad appianare le differenze tra città e campagne. “Anche il divario tra redditi agricoli e altri settori si riduce”, prosegue la Commissione, “con la percentuale del reddito agricolo medio rispetto a tutta l’economia salito dal 32% del periodo 2000-2010 al 47% nel 2016”. Dati che dimostrano comunque la persistenza di un evidente divario. 

Secondo gli indicatori utilizzati per valutare l’efficacia delle politiche europee, la Pac contribuisce per circa il 27% sul reddito medio dei beneficiari, con un supporto di 6.530 euro per agricoltore nel 2016.  La Commissione evidenzia anche i punti deboli emersi negli ultimi anni nel settore agricolo. Ad esempio, “la crescita della produttività è stata principalmente determinata dalla riduzione di manodopera, e meno di quanto si sperasse dalla ricerca o dall’innovazione”. Lo spopolamento delle campagne e le modeste percentuali di agricoltori under 35 si impongono, ancora una volta, nel dibattito sulla riforma della Pac per il dopo 2020. L’analisi sui risultati tiene conto anche dei progressi fatti sul fronte delle emissioni di gas serra, diminuiti del 22% dal 1990 in poi, ma suggerisce la necessità di traguardi più ambiziosi per il futuro della Pac.

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