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Praga - foto Ansa EPA/MARTIN DIVISEK

Praga - foto Ansa EPA/MARTIN DIVISEK

"Prima il cibo locale", la Repubblica ceca vuole quote minime di prodotti del posto nei negozi

Il Parlamento ha approvato un emendamento che imporrebbe un 55% di alimenti della nazione dal prossimo anno, ma il provvedimento potrebbe violare le regole sul Mercato unico

La Repubblica ceca vuole proteggere i prodotti agroalimentari locali, e per farlo intende obblicare i negozi a dare a loro la priorità nelle vendite nel Paese. La Camera ha approvato la scorsa settimana un emendamento alla legge alimentare in base al quale i negozi più grandi di 400 metri quadrati saranno tenuti a vendere una quota minima obbligatoria di prodotti alimentari realizzati nella nazione, a partire dal 2022. Se approvata in via definitiva da entrambe le Camere la quota dovrebbe essere inizialmente del 55% con l'obiettivo di portarla gradualmente al 73% nel 2028.

Nazionalismo

Come racconta Euractiv la proposta è stata presentata dal partito di destra Libertà e Democrazia Diretta (ID) e sostenuta dai partiti della coalizione di governo, i liberali di Ano, e i socialdemocratici e anche on il sostegno del partito comunista, nonostante la contrarietà del premier Andrej Babiš. L'obiettivo annunciato è quello di puntare a ottenere l'autosufficienza nella produzione alimentare e sostenere gli agricoltori locali. Il ministro dell'agricoltura, il socialdemocratico Miroslav Toman, prima del voto ha chiesto ai parlamentari di essere "un po' nazionalisti" quando si tratta di prodotti alimentari cechi. La notizia però non ha fatto molto piacere a Bruxelles, visto che sarà un freno di fatto alla libera circolazione dei beni nel mercato unico comunitario.

Mercato unico

"La libera circolazione di beni e servizi nel mercato interno è la nostra risorsa più forte nel garantire forniture in tutta l'Ue, ed è anche il nostro miglior strumento per garantire la ripresa per tutti ", ha dichiarato un portavoce della Commissione al giornale, aggiungendo che "restrizioni locali di qualsiasi tipo sono controproducenti ". Per il portavoce "è della massima importanza che le misure di emergenza nazionali non vadano a discapito dei nostri principi e valori fondamentali stabiliti nei Trattati". Dello stesso parere il premier Babiš che ha parlato "Lo considero un gesto politico inutile che viola i principi del mercato interno dell'Ue", ha detto. Il Senato ha ancor la possibilità di bloccare il provvedimento, ma non del tutto. La Camera Bassa ha maggiori poteri e se lo volesse potrebbe scavalcare il parere di quella Alta.

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