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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Innovazione

L'Italia vuole rafforzare l'alleanza con Israele: "Partner strategico per l'innovazione agricola"

Lo afferma il ministro degli esteri Luigi Di Maio durante un meeting a Napoli. Molte aziende italiane hanno già installato sedi intorno a Tel Aviv per accelerare l'accesso alle tecnologie

Per migliorare la sicurezza alimentare, minacciata dall'instabilità geopolitica e dai cambiamenti climatici, l'Italia punta a rafforzare un'alleanza strategica con Israele. Reputato un Paese all'avanguardia nel mondo agricolo dell'area euro-mediterranea, le aziende nostrano mirano ad acquisire dagli israeliani tecnologie e sistemi di produzione più efficienti sul piano della produzione e della sostenibilità ambientale. Sul fronte dello sviluppo del potenziale "ancora inespresso" dell'agricoltura italiana, "Israele è un partner strategico per l'Italia", ha affermato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, nel corso del meeting “Techagricolture Italia - Israele'' organizzato a Napoli da Confagricoltura, in collaborazione con il Comune e l'Università Federico II.

"Considerata la forte complementarietà delle nostre economie e la vicinanza geografica e culturale, il mercato italiano presenta importanti attrattive per le imprese israeliane che cercano nuovi sbocchi nel mercato dell'Unione Europea", ha sostenuto il ministro. Il nostro Paese, dal canto suo, cerca di carpire le novità tecnologiche provenienti da Tel Aviv e dintorni. "L'Italia conferma il suo grande interesse per il mercato israeliano, con specifico riferimento a hi-tech, biomedicina, innovazione agricola, energie rinnovabili, smart mobility, settori in cui Israele vanta un'eccellente reputazione".

Tra le tecnologie citate durante il meeting figurano: soluzioni per l’irrigazione e la fertirrigazione di precisione, piattaforme di analisi dei dati e per il monitoraggio avanzato delle colture. Gli imprenditori israeliani presentano inoltre tecnologie di automazione agricola, droni a supporto dell’attività agronomica, come pure materiali innovativi per la coltivazione in serra e per l'agrovoltaico. Non mancano soluzioni d’avanguardia per la piantumazione urbana e tecnologie per l’incremento della produttività dei bovini da latte. La cooperazione tecnologica tra Italia e Israele è già intensa grazie ad una serie di iniziative realizzate nell'ambito dell'Accordo di Cooperazione bilaterale in campo industriale, scientifico e tecnologico. Come ricordato da Di Maio, ogni anno in media sono disponibili 2,5 milioni di euro di finanziamento da parte italiana, in una condizione di reciprocità con la controparte.

L'accordo, oltre a promuovere partenariati accademici ed industriali prevede, il coinvolgimento finanziario dell'Israel Innovation Authority. “Numerose società italiane hanno scelto Israele come sede per poli di innovazione, per semplificare e velocizzare accesso e collaborazione all'ecosistema di innovazione israeliano", spiega Di Maio, citando Enel, Stellantism Snam, A2A, Cnh, Intesa Sanpaolo o il gruppo Adler. Nel suo discorso, l'ambasciatore d'Israele a Roma Dror Eydar, ha accolto con entusiasmo il rafforzamento della partnership, dichiarando: “Oggi abbiamo più tempo per dedicarci a ricerca e sviluppo ma dobbiamo condividere le nostre innovazioni con il mondo, in particolare con i nostri amici come l'Italia”. Con una battuta, che è suonata ad alcuni fuori luogo in un momento delicato per la pace internazionale come questo, Eydar ha concluso: “Il cervello degli ebrei con quello degli italiani fanno una bomba atomica, ma positiva”.

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