Mercoledì, 28 Luglio 2021
Innovazione

La pandemia stimola l'agricoltura 4.0: robot e droni per sostituire i braccianti

La crisi potrebbe trasformarsi in un'opportunità per l'innovazione de settore, con soluzioni automatizzate per la raccolta e il controllo delle coltivazioni nei campi del Paese

Foto Ansa EPA/VALENTIN FLAURAUD

Se i campi sono rimasti a corto di braccia, con gli stagionali bloccati dalla pandemia di coronavirus, e gli italiani che non sembrano intenzianati a prendere il loro posto, allora ci penseranno robot e droni a svolgere questo lavoro tanto importante per la nostra società.

L'emergenza Covid-19 potrebbe sostenere una svolta tecnologica dell’agricoltura 4.0 che vale oltre 450 milioni di euro, e che potrebbe puntare su diverse innovazioni come l'utilizzo di droni per verificare in volo lo stato delle colture, sistemi informatizzati di sorveglianza per irrigazioni e fertilizzanti, impiego di trappole tecnologiche contro i parassiti dannosi, una blockchain per la tracciabilità degli alimenti o ad esempio il personal shopper digitale nel carrello.

Sono le ipotesi che emergono da una analisi della Coldiretti in occasione dell’Innovation Day, il primo appuntamento dedicato alle innovazioni tecnologiche dal campo alla tavola che aiutano il Paese ad uscire dall’emergenza coronavirus. L’agricoltura 4.0 di precisione rappresenta il futuro dei campi ed entro due anni mira a coinvolgere il 10% della superficie coltivata in Italia con lo sviluppo di applicazioni, sottolinea la Coldiretti, secondo cui sarebbe sempre più adatte alle produzioni nazionali su diversi fronti: dall’ottimizzazione produttiva e qualitativa alla riduzione dei costi aziendali, dalla minimizzazione degli impatti ambientali con sementi, fertilizzanti, agrofarmaci fino al taglio dell’uso di acqua e del consumo di carburanti.

“Le nuove tecnologie digitali per l’agricoltura 4.0 di precisione sono uno strumento strategico per ripartire da un presente che deve fare i conti con una emergenza, quella del Covid-19, che ci sta mettendo a dura prova ma che ha anche fatto scoprire l’importanza di una tecnologia che attende solo di essere applicata al meglio”, ha dichiarato il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, aggiungendo che se noi italiani “siamo primi nel mondo nel cibo dobbiamo essere primi nel mondo anche nelle tecnologie che lo supportano”.

Con una crescita del 22% in un anno, gli investimenti in nuove tecnologie nel settore agricolo si concentrano in particolare sui sistemi di monitoraggio e controllo delle produzioni (49%), sulle attrezzature e software gestionali (34%) e sulle tecnologie di mappatura delle superfici e la raccolta di dati per il supporto alle decisioni (14%) spiega un’analisi della Coldiretti sull’Osservatorio Smartagrifood. Per la confederazione i robot sono sempre più al centro dell’attività agricola e sono utili per monitorare e bloccare i nuovi parassiti alieni che distruggono i raccolti, per risparmiare fino al 95% di acqua per l’irrigazione e nell’allevamento e per gestire in automatico serre di coltivazione senza l’intervento umano.

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