Recovery Fund, associazioni agricole plaudono la "vittoria di diplomazia e solidarietà"

Per Copagri serve ora "un'opera di sburocratizzazione e di semplificazione amministrativa", per approfittare a pieno del piano. Coldiretti chiede di privilegiare l'acquisto di alimenti Made in Italy

I presidenti di Comissione e Consiglio europeo, ursula von der leyen e Charles Michel - Foto Consiglio europeo

Insieme al governo di Giuseppe Conte sono anche le associazioni agricole a felicitarsi dell'accordo raggiunto nella notte a Bruxelles sul Recovery Fund, il piano per provare a uscire dalla crisi scatenata dalla pandemia di coronavirus. "Da questa notte abbiamo maggiori opportunità. Abbiamo risorse importanti e l'Italia deve dimostrare di meritarsele, attraverso una visione del sistema Paese", è stato il commento della ministra dell'Agricoltura Teresa Bellanova.

Il presidente della Copagri Franco Verrascina ha parlato di “importante risultato”, di cui bisogna “dare merito” al premier Conte, ma ha chiesto che ora il Paese “si faccia trovare pronto e stabilisca fin da subito la destinazione delle ingenti risorse comunitarie”. Per Verrascina “in un tale frangente diventa ancora più avvertita la necessità di una reale opera di sburocratizzazione e di semplificazione amministrativa, così da dare gambe all'accordo raggiunto in sede europea e così da snellire il più possibile le pratiche legate all'erogazione dei fondi”. “Ora la palla passa al governo, che deve mettere subito in campo il piano di rilancio, vera e propria chiave di volta per l'ottenimento dei fondi, così da poter utilizzare quanto prima le risorse comunitarie destinandole a investimenti che portino ricchezza nei settori strategici della nostra economia, quali l'agroalimentare”, ha aggiunto.

"Tra le priorità del Recovery fund, per l'Italia dovrà certamente esserci un piano straordinario di almeno un miliardo di euro per acquistare cibo 100% Made in Italy da destinare alle famiglie più povere per l'emergenza sociale senza precedenti che l'Italia dovrà affrontare", è stata invece la richiesta del presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, secondo cui va “aumentata la dotazione dei fondi per l'acquisto del cibo destinato alle famiglie in difficoltà, scegliendo solo prodotti agroalimentari 100% Made in Italy, a cominciare dalle eccellenze come Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Prosciutto di Parma o Prosciutto di San Daniele, ma anche olio extravergine ottenuto da olive italiane, vino Made in Italy e frutta e verdura italiane".

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Felice per l'accordo anche Confagricoltura, ma il presidente Massimiliano Giansanti, ha sottolineato però che “l’aspetto negativo dell’intesa raggiunta tra i capi di Stato e di governo è costituito dalla conferma del processo di convergenza tra gli importi dei pagamenti diretti erogati nei diversi Stati membri, la cosiddetta ‘convergenza esterna’. È una scelta contraria ai principi dell’economia, perché vengono ignorati i divari esistenti a livello nazionale in termini di costi di produzione e potere d’acquisto”.

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