"Per un Natale ecologico scegli alberi veri, ciclamini e stelle made Italy": l'appello di Confagricoltura

L'organizzazione degli agricoltori invita a sostenere il comparto florivivaistico italiano, che vale 2,5 miliardi, ma che fa i conti con le pesante perdite dovute alla pandemia. Un appello anche a favore dell'ambiente: "Gli abeti naturali inquinano decisamente meno di quelli di plastica"

Non hai ancora fatto l'albero e addobbato casa per Natale, e vuoi una opzione ecologica e, in questi tempi di crisi, solidale con i produttori italiani? In questo caso, il consiglio è di scegliere abeti veri, stelle e ciclamini provenienti dalle tane imprese florovivaistiche del Belpaese. O meglio, questo è l'invito lanciato da Confagricoltura.

“Mai come quest’anno – rimarca Francesco Mati, presidente della Federazione florovivaistica di Confagricoltura – c’è bisogno che le prossime festività ci portino buonumore, calore e speranza. Un albero di Natale vero è l’unico che fa atmosfera. Ed è coltivato esclusivamente per l’uso natalizio, senza l’utilizzo di prodotti nocivi per l’ambiente”.

Come "dice la ricerca di settore, nel ciclo di produzione dell’abete, l’impronta del carbonio – la cosiddetta carbon footprint – è ampiamente positiva, mentre non lo è affatto, anzi è alquanto impattante, nella produzione di alberi di Natale di plastica", continua Mati. “Anche a Natale – conclude – conta ogni azione per contribuire a migliorare la qualità della vita, la nostra salute e sostenere un comparto essenziale per l’economia italiana”.

Il florovivaismo ha un fatturato che supera i 2 miliardi e mezzo di euro e un export che sfiora il miliardo. Particolarmente provato dalla pandemia, il settore conta sul periodo natalizio, che rappresenta circa il 15% degli affari delle imprese del settore. Quest’anno i vivaisti di Confagricoltura consigliano l’Abete Normandiano o l’Excelsa (abete rosso). Per quanto riguarda le Stelle di Natale, oltre al rosso e il bianco, i floricoltori propongono l’arancione, colore simbolo di allegria e felicità. Anche l’acquisto in un vivaio o garden center può diventare sostenibile "se si sceglie di farlo non lontano da casa, alimentando così l’economia locale”, sottolinea l'organizzazione degli agricoltori.

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