Lunedì, 20 Settembre 2021
Lavoro

Confagricoltura avverte: "L'impennata dei prezzi colpisce le produzioni"

L'indice Fao ha fatto registrare un aumento del 4,8 per cento rispetto al mese precedente. La confederazione: "Serve un'iniziativa urgente in ambito europeo"

La fiammata dei prezzi delle materie prime può ostacolare il processo di ripresa economica. A maggio, per quanto riguarda i prodotti destinati all'alimentazione, l'indice Fao ha fatto registrare un aumento del 4,8 per cento rispetto al mese precedente. Su base annuale l'incremento sfiora il 40 per cento.

Lo sottolinea una nota di Confagricoltura secondo cui i prezzi delle commodities agricole si attestano in media poco al di sotto del livello record toccato alla fine del 2011. Nei prossimi mesi, rileva il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti “sarà chiaro se è partito un nuovo ciclo al rialzo dei prezzi; oppure se la situazione in atto è di natura congiunturale, in quanto determinata dall'attenuazione dell'emergenza sanitaria che ha fatto ripartire a livello globale la produzione e gli scambi commerciali”. Per Giansanti resta il fatto che “in particolare l'aumento dei prezzi relativi a cereali e semi oleosi ha spinto al rialzo i costi di produzione del settore zootecnico”, e al riguardo “abbiamo già sollecitato un'iniziativa urgente di sostegno in ambito europeo".

Negli Stati Uniti, ha invece evidenziato il presidente “è stata costituita una task force con il compito di elaborare un programma di rafforzamento delle catene di produzione ed approvvigionamento interno. Vi fa parte, con il ruolo di copresidente, il segretario di Stato all'agricoltura che avrà a disposizione uno stanziamento di 4 miliardi di dollari per i primi e più urgenti interventi”. In Russia invece “per frenare l'aumento dei prezzi interni per l'alimentazione, le autorità della Federazione hanno annunciato nei giorni scorsi nuove misure di restrizione dell'export in funzione dell'andamento delle quotazioni sui mercati internazionali”, mentre in Cina “prosegue l'immissione sul mercato di grano stoccato nella scorta strategica nazionale”.

A livello europeo invece, ha concluso Giansanti, “i temi sensibili legati alla tenuta del potenziale produttivo europeo, alla dinamica dei prezzi per l'alimentazione, alle catene di produzione non sono stati finora presi nella dovuta considerazione nel negoziato in corso sulla riforma della Pac”, e questa a suo avviso “è una lacuna che le istituzioni della Ue dovrebbero colmare nell'interesse dei consumatori e delle imprese agricole".

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