Digitale e risparmio energetico: l'agricoltura 4.0 è già realtà. Ma l'Italia fa ancora poco

Nel nostro Paese la diffusione di soluzioni innovative è ancora limitata e oggi meno dell’1% della superficie coltivata complessiva è gestito con sistemi all’avanguardia. Il potenziale è enorme: le storie di chi è già all'avanguardia

Con il progresso tecnologico anche l’agricoltura avanza e si modernizza trovando nuove maniere per migliorare la resa e le condizioni di lavoro e per rendere le coltivazioni più sostenibili riducendo i consumi energetici. La diffusione della cosiddetta agricoltura 4.0 nel nostro Paese non è molto elevata ma ha potenzialità fortissime.

Secondo una ricerca ricerca dell’Osservatorio Smart AgriFood della School of Management del Politecnico di Milano e del Laboratorio Rise dell’Università degli studi di Brescia, l’Italia ha un mercato di circa 100 milioni di euro, il 2,5% di quello globale, ma nonostante i benefici in termini di riduzione dei costi, di qualità e resa del raccolto, la diffusione di soluzioni innovative è ancora limitata e oggi meno dell’1% della superficie coltivata complessiva è gestito con sistemi all’avanguardia.

Energia sostenibile

Secondo le stime di Enea con interventi di efficienza energetica e tecnologie verdi da applicare sia nella produzione, trasformazione, conservazione dei prodotti sono possibili risparmi energetici del 25% nell’irrigazione, del 70% nella ventilazione degli ambienti industriali e del 20% nella produzione e trasformazione agroalimentare.

Soluzioni del genere avrebbero un ritorno dell’investimento da 5 a 7 anni basate principalmente su impianti di solar cooling, led ad alta efficienza e software per l’autodiagnosi energetica. Un esempio di un progetto agricolo innovativo e virtuoso dal punto di vista energetico è stato realizzato da Enea e Università di Bari che hanno messo in piedi un impianto dimostrativo (Adriacold) che grazie alla tecnologia 'solar cooling' che sfrutta i raggi del sole per produrre acqua refrigerata per la climatizzazione estiva delle coltivazioni indoor. I suoi sistemi di illuminazione sono poi a basso impatto energetico basati su led alimentati da energia fotovoltaica.

C'è poi chi si affida al calore naturale della terra, come il caseificio dei Fratelli Mario e Giuseppe Tanda, che nelle sperdute colline dell’Alta Maremma tra Siena e Grosseto hanno sfruttato l'energia geotermica che si procude nel territorio. Ecco la loro storia

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Agricoltura digitale

Le tecnologie dell'agricoltura di precisione (che sfrutta Internet of Things e Big Data Analytics) e quelle dell'agricoltura interconnessa (il cosiddetto Internet of Farming) servono poi a incrociaredati su fattori ambientali, climatici e colturali, aiutando a stabilire il fabbisogno irriguo e nutritivo delle coltivazioni, a prevenire patologie, e a tutta una serie di interventi che incide sulla qualità dei prodotti, migliora la resa delle coltivazioni e le condizioni di lavoro.

Ibm ha da poco lanciato sul mercato la Piattaforma Watson che punta a consentire una gestione globale di tutte le fonti di dati che caratterizzano il digitale nel mondo Agri come droni, macchinari, sistemi di rilevazione a livello territoriale e immagini satellitari, per fornire un’unica visione predittiva attraverso programma.

In generale l’Osservatorio Smart AgriFood ha censito 220 soluzioni offerte in Italia da più di 70 aziende. Di queste l’11% abilita l’Internet of Farming e l’89% supporta l’agricoltura di precisione. La grande maggioranza delle soluzioni, il 73%, sfrutta dati e analytics, il 41% l’Internet of Things e il 57% sistemi software di elaborazione e interfaccia utente.

Per capire come il digitale possa aiutare l'agricoltura basta fare un giro nell'allevamento di Emanuele Nobile, a Gatto corvino, nel Ragusano: Nobile si è fatto aiutare dalla tecnologia installando dei dispositivi su mucche e tori: “Li seguo con un app e so dove si trovano, se stanno bene e anche se stanno partorendo o si stanno accoppiando”. Ecco la sua storia:

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