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Sabato, 22 Giugno 2024
Efsa vs Ema

I contenitori per cibo e bevande che mettono a rischio la salute (anzi no)

Gli esperti Ue sono divisi sul bisfenolo A, sostanza chimica usata per plastiche e lattine. Per l'Efsa ha effetti nocivi sul sistema immunitario. Ma l'Ema ridimensiona i rischi

Il bisfenolo A divide gli esperti europei che vigilano sulla nostra salute. Questa sostanza, usata per produrre oggetti di largo consumo come alcune tipologie di contenitori per alimenti e bevande, è da tempo sotto la lente dei riflettori di scienziati e associazioni di consumatori perché sospettata di essere nociva per l'uomo. Ma le due principali agenzie Ue, che vigilano sulla salute dei cittadini europei e che sono balzate agli onori delle cronache con il Covid-19, hanno pareri diversi sui rischi del bisfenolo A. Per l'Efsa, che si occupa di sicurezza alimentare, tale molecola ha effetti nocivi per il sistema immunitario per tutte le fasce d'età. L'Ema, l'agenzia Ue per i farmaci, e altri centri di ricerca europei, però, contrastano questa conclusione.

Cos'è il bisfenolo A

Il bisfenolo A (Bpa) è una sostanza chimica usata in genere in associazione con altre sostanze per produrre plastiche e resine. Rientra per esempio nel policarbonato, un tipo di plastica trasparente e rigida che si usa per produrre contenitori riutilizzabili per distributori d'acqua, bevande e conservazione di alimenti. Viene usato anche per produrre resine epossidiche impiegate in pellicole e verniciature interne per lattine e contenitori destinati a cibi e bevande.

La Francia ne ha vietato l'uso nei materiali a contatto con gli alimenti, mentre misure restrittive per i contenitori di cibi per bambini sono in vigore in Svezia, Danimarca, Belgio e Austria (limitatamente alle tettarelle). Nel 2018 l'Ue si è allineata a questo gruppo di Paesi decretando lo stop al suo utilizzo per i biberon e altri contenitori per cibi e bevande destinati a bambini di età inferiore ai tre anni. 

La quantità tollerabile

Le discussioni in corso e gli studi relativi riguardano la dose in base alla quale il bisfenolo A possa risultare effettivamente pericoloso non solo per i bambini, ma anche per il resto della popolazione. Rispetto alla precedente valutazione del 2015, il gruppo di esperti dell'Efsa ha abbassato in modo significativo la soglia giornaliera tollerabile (Dgt) del Bpa, ovvero la quantità che può essere ingerita quotidianamente per tutta la vita senza rischi sensibili per la salute. Secondo l'Efsa l'esposizione prolungata a questa sostanza "potrebbe portare allo sviluppo di infiammazione allergica polmonare e malattie autoimmuni", e per questo ha abbassato la soglia tollerabile di circa 20mila volte. Nella versione preliminare della proposta, messa in consultazione pubblica alla fine del 2021, la riduzione proposta era di 100mila volte.

Esperti divisi

Per l'Ema, però, il modo in cui l'Efsa è giunta a questa conclusione non sarebbe corretto. Le due agenzie, ha spiegato l'Ema, "si avvalgono di diversi strumenti di valutazione, diverse metodologie per interpretare e quantificare il rischio per l'uomo hanno uno scopo diverso e si basano su definizioni diverse di avversità". Con l'agenzia Ue dei farmaci si è schierato anche il Bfr, l'Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio, che in una nota ha contestato "la nuova soglia giornaliera tollerabile" del bisfenolo A pubblicata dall'Efsa "a causa di diverse divergenze scientifiche e metodologiche". L'assunzione totale di bisfenolo A nella popolazione in Europa è "in calo da anni", dice il Bfr, e "l'Efsa ha abbassato la soglia principalmente sulla base di osservazioni in studi sui topi", ma "la pertinenza di questi risultati per la salute umana è opinabile".

Tali divergenze complicano il lavoro della Commissione europea e degli Stati membri, a cui spetta il compito di trasformare i pareri scientifici in misure concrete. Un portavoce dell'esecutivo di Bruxelles ha ribadito l'impegno per la salute della presidenza von der Leyen, che tra le priorità politiche ha quella di "garantire i più elevati standard di sicurezza alimentare, anche per quanto riguarda i materiali a contatto con gli alimenti". Ma la Commissione non fa fughe in avanti. L'esecutivo "valuterà quali ulteriori misure" prendere "se necessarie", ha puntualizzato il portavoce.

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