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Giovedì, 26 Maggio 2022
Salute

Il 98% dei polli italiani condannato a crescere troppo rapidamente. E a sofferenze atroci

Si tratta della tipologia Broiler, frutto di selezione genetica per avere petto e cosce più grandi. In poche settimane sono sovrappeso, con danni gravi ad ossa, cuore e apparato respiratorio

Che vivano in allevamenti intensivi o in ambienti protetti e salubri, i polli Broiler sono condannati in ogni caso ad una vita di sofferenza. Lo rivela la nuova inchiesta diffusa da Animal Equality Italia, associazione che lavora con la società, i governi e le aziende per porre fine alla crudeltà verso gli animali d'allevamento. Lo studio dimostra come la condizione biologica dei polli allevati per la carne non sia compatibile con alcuna forma di benessere animale. Una vera e propria condanna, che prescinde dal tipo di vita che conducono. I polli Broiler “a rapido accrescimento” sono dei veri e propri ibridi, creati a fini commerciali e frutto di una selezione genetica estrema.

Secondo i dati dell’Anagrafe Nazionale Zootecnica, costituiscono il 98% dei 550 milioni di pollo macellati ogni anno in Italia. Questi animali sono stati creati tramite una selezione operata dagli scienziati al fine di ottenere la crescita accelerata e un volume sempre maggiore di petto e cosce, le parti considerate più vendibili sul mercato. La salute stessa degli animali, tra cui le loro capacità motorie, la circolazione del sangue e la corretta respirazione, non sono prese in considerazione. Già l'arco della vita è brevissimo, dato che non supera i due mesi ed è costellato da sofferenze.

Tutti i danni di una crescita “innaturale”

Animal Equality ha effettuato il campionamento di sette polli deceduti prematuramente in allevamento intensivo, uno per ogni stadio di crescita a distanza di una settimana l’uno dall'altro. La loro condizione è stata poi comparata con quella di tre polli della stessa razza cresciuti invece in un contesto ambientale protetto e salubre. Le radiografie raccolte dagli esperti mostrano una serie di problematiche gravi. Innanzitutto sono rilevati “crescita innaturale e peso eccessivo degli animali”, in particolare in prossimità di petto e cosce. Tra la prima e la seconda settimana di vita, mentre dovrebbero essere ancora dei pulcini, le misurazioni svelano che il peso corporeo degli animali risulta già raddoppiato.

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ATTENZIONI IMMAGINI CHE POTREBBERO URTARE LA VOSTRA SENSIBILITÀ

Le radiografie mostrano anche “gravi danni alle ossa”, a causa della mancata calcificazione, che non risulta neppure alla settima settimana. La calcificazione incompleta deriva dal sovraccarico del peso (innaturale) della massa muscolare su ossa non ancora formate, derivante dalla selezione genetica. Le conseguenze per l’animale sono facili fratture all’apparato osseo e deviazioni  delle ossa, con conseguenze negative per le articolazioni. Questo dato è stato osservato sia nei polli vissuti in allevamento intensivo, sia in quelli vissuti in un luogo protetto, con cure adeguate e specifiche. A questo quadro si aggiungono anche danni cardio-respiratori, dovuti ad uno stato di irritazione e talvolta infezione presente sul petto e sugli arti inferiori, da correlarsi all’alto tasso di ammoniaca presente nella lettiera, su cui gli animali sono costretti a poggiare il petto costantemente e che non sono mai pulite per l’intero ciclo di vita degli animali. Questo provoca problemi alla cute, con relativa perdita di piumaggio e formazione di ustioni, come spiega il report.

Gli animali presentano anche patologie respiratorie e danni agli organi interni. Durante l'autopsia eseguita su un pollo Broiler collocato in struttura protetta, senza alcuna esposizione ad alti tassi di ammoniaca, sono stati rilevati chiari segni di polmonite e versamento eccessivo di liquido attorno al cuore che ne hanno presumibilmente causato il decesso. “Questa situazione è emblematica poiché descrive una patologia delle vie respiratorie creatasi al di fuori di quelli che in allevamento rappresenterebbero fattori aggravanti”, spiega il report. Questo confermerebbe l'idea che è la linea genetica stessa a predisporre gli animali allo sviluppo di simili patologie con conseguente morte precoce. Infine, sono state rilevate perdite di sangue dalla testa degli animali. I veterinari coinvolti le reputano connesse alla compromissione degli organi respiratori prima del decesso, a causa dell’elevato tasso di ammoniaca. Un altro possibile motivo potrebbe essere la contusione quale causa diretta di morte. In Italia infatti se un volatile presenta difficoltà e problematiche di salute, l’operatore aziendale è giustificato ad intervenire spezzando il collo dell’animale senza utilizzo di sostanze anestetiche: la pratica è definita di “uccisione ed abbattimento d’emergenza”.  

Garantire il benessere animale

Per i polli Broiler sarebbe insomma impossibile il rispetto delle norme di benessere animale, previste dal Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 146 per la protezione degli animali negli allevamenti”, affinché non vengano loro provocati dolore, sofferenze o lesioni inutili. Nel loro caso è la condizione genetica in sé a non consentire di applicare tali misure in nessun contesto, neppure quello più favorevole. Secondo le valutazioni dei veterinari coinvolti, i polli a rapido accrescimento, a causa della selzione genetica, vedono impedite le caratteristiche primarie di specie. La loro capacità di condurre una vita sana e longeva è praticamente impossibile. “Questi risultati rivelano la sofferenza deliberatamente imposta dall’essere umano nei confronti di animali selezionati apposta per massimizzare i propri profitti a discapito della loro salute: sono animali nati per soffrire terribilmente e questo sistema nel 2022 è totalmente inaccettabile”, dichiara Alice Trombetta, direttrice esecutiva di Animal Equality Italia. L'organizzazione ha lanciato una petizione rivolta al ministro per le politiche agricole e al ministro per la salute per chiedere di supportare a livello europeo la messa al bando delle razze a rapido accrescimento e di disporre l’abbandono totale di queste razze in Italia.

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