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Domenica, 29 Maggio 2022
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“Grazie all'idroponica coltiviamo pomodori privi di nichel, perfetti per persone allergiche”

Nell'alto mantovano, l'azienda Gandini è una pioniera dell'agricoltura idroponica, che elimina lo spreco di acqua e quasi azzera i fitofarmaci

Fin dagli anni '90, l'orticoltura Gandini di Guidizzolo, nell'alto mantovano, ha sfruttato la tecnologia per la coltivazione in idroponica di diverse qualità di pomodoro. Oggi è una delle realtà più affermate del settore, potendo rifornire tuto l'anno e soddisfare le esigenze della Grande distribuzione organizzata. “L'agricoltura idroponica ci offre la possibilità di creare un prodotto di alta qualità e costante nel tempo” afferma Mattia Gandini, rappresentante dell'azienda omonima. “Abbiamo un risparmio idrico di circa il 90% rispetto a una coltivazione classica. Inoltre, c'è un bassissimo utilizzo di fitofarmaci, mentre gli erbicidi sono addirittura a zero”, spiega il responsabile commerciale.

Si tratta di un’azienda a conduzione famigliare che nasce negli anni '50 con la produzione di ortaggi. Negli anni '90, l'azienda si specializza nella produzione di pomodori, costruendo le prime serre. Nel 2004 vengono introdotte le tecnologie per l'idroponica, le quali permettono una coltivazione innovativa, gestendo microclima interno e irrigazioni. In questo modo viene limitato lo spreco d'acqua e lo sfruttamento del suolo. Questa tecnologia permette di produrre pomodori a qualsiasi latitudine, grazie al controllo delle temperature e alla luce costante emessa dai led. Nelle serre sono presenti delle vasche, sospese una sull’altra, che consentono di recuperare tutta l’acqua utilizzata, per spruzzarla nuovamente sulle pinate. Le sostanze nutritive sono a loro volte rimesse in circolo, mentre le serre vengono riscaldate con l’anidride carbonica prodotta.

Tra il 2010 e il 2011, grazie alla collaborazione con la OP Guidizzolo, che si occupa della commercializzazione, l'azienda inizia a rifornire gran parte delle catene distributive del Nord Italia. Questo risultato le ha permesso di raddoppiare l’area di produzione, aumentare le varietà coltivate e allungare i cicli produttivi. Il personale necessario a soddisfare queste nuove esigenze aumenta e si diversifica. Non si tratta più dell'agricoltore inteso in senso tradizionale, ma di esperti nei vari campi dell'agronomia. “Nei nostri lotti di produzione ci sono dei tecnici che attuano misure di contrasto alle malattie o agli insetti dannosi e valutano la strategia giornaliera da utilizzare per permetterci di non fare trattamenti, per avere sempre una pianta che renda al massimo”. Nel 2019, per l'utilizzo delle serre idroponiche, la Gandini ha ottenuto il riconoscimento ‘Nuove frontiere’ del Premio nazionale per l’innovazione in agricoltura ideato da Confagricoltura. Solo nel 2018, questa azienda, ormai estesa su 11 serre, ha raccolto oltre 30mila quintali di pomodori, fra ciliegini, datterini, miniplum e costoluti. Essendo tutti privi di nichel, sonoi ideali per le persone intolleranti o allergiche.

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